Ponte Morandi, ma non solo. Ecco i ponti e i viadotti da evitare

La tragedia del Ponte Morandi a Genova sta sollevando molti dubbi sulla sicurezza delle strade italiane. Ecco alcune delle più rischiose da evitare al rientro.

La tradegia del crollo del Ponte Morandi per fortuna al momento rimane un caso isolato. Ma da diverse fonti autorevoli sale un allarme sullo stato delle nostre infrastrutture, in particolare ponti e viadotti. La maggior parte di quelli che usiamo quotidianamente infatti risale allo stesso periodo del viadotto Polcevera, crollato il 14 agosto 2018.

Bisogna dire che poche di quelle strutture sono state soggette negli anni allo stesso lavoro del ponte di Genova, quindi, a rigor di logica i rischi dovrebbero essere infinitamente minori. Ma per garantirci un rientro sereno, o una partenza tranquilla, è meglio allungare un po’ la strada ed evitare i ponti e i viadotti a rischio. Chiariamoci: le probabilità di un altro crollo sono bassissime, ma sicuramente evitando queste tratte viaggeremo molto più sereni.

La mappa dei ponti e dei viadotti a rischio pubblicata da La Stampa

Nei giorni successivi la tragedia La Stampa, elaborando i dati del Consiglio Nazionale delle Ricerche, ha messo a punto una cartina (articolo a pagamento sul quotidiano) dei ponti e dei viadotti più a rischio, che è stata immediatamente ripubblicata sui social media, per esempio Twitter:

L’elenco dei ponti e dei viadotti a rischio

PIEMONTE
Viadotto A6 Stura di Demonte – Fossano;

LOMBARDIA
Viadotto dei Lavatoi – Como;
Cavalcavia Isella – Lecco;
Viadotto Ponte di Legno;
Superstrada Milano-Meda – Cesano Maderno e Bovisio Masciago;

LIGURIA
Viadotto A6 Ferrania – Cairo Montenotte;
Viadotto A6 Chiaggi – Priero;

EMILIA ROMAGNA
Ponte sul Po – Viadana Borretto;
Ponte sul Po – Colorno Casalmaggiore;
Ponte sul Po – Ragazzola San Daniele;

ABRUZZO
Viadotti A24-A25 di Popoli – Svincolo Bussi, Tornimparte;

SARDEGNA
Cavalcavia SS 131 – Mesu Mundu;

CAMPANIA
Viadotto Manna – Ariano Irpino;

PUGLIA
SS 16 bis Viadotto – Trani;

CALABRIA
Ponte Cannavino SS 107 – tra Paola e Crotone;
Ponte Petrace SS 18 – tra Gioia Tauro e Palmi;

SICILIA
Viadotto Morandi – Agrigento (circolazione già sospesa);

Ci Sono altri viadotti e ponti a rischio in Italia?

Purtroppo, come segnalato da più parti, in Italia non esiste un censimento delle infrastrutture. Questo perché la nostra rete stradale e autostradale è gestita da numerosi soggetti diversi, ciascuno dei quali, in sostanza, tiene i propri registri. La situazione comunque non è rosea. Secondo una nota del Centro Nazionale delle Ricerche infatti, a oggi in Italia decine di migliaia di ponti, costruiti fra gli anni ’50 e ’60, “hanno superato, oggi, la durata di vita per la quale sono stati progettati e costruiti“. Purtroppo al momento conoscerli tutti è impossibile, ma, per esempio, possiamo sapere quali sono i più alti.

I ponti e i viadotti più alti d’Italia: quando sono stati costruiti?

Viadotto Italia, 259 metri. Anno di costruzione 1974;

Viadotto Sfalassà, 250 metri. Anno di costruzione 1974;

Viadotto Platano, 220 metri. Anno di costruzione 1978;

Viadotto Sente, 185 metri. Anno di costruzione 1977;

Ponte Cadore, 184 metri. Anno di costruzione 1985;

Viadotto Gorsexio, 177 metri. Anno di costruzione 1977;

Ponte Costanzo, 159 metri. Anno di costruzione 1984;

Viadotto Valgadena, 156 metri. Anno di costruzione 1990;

Viadotto Veglio-Pistolesa, 152 metri. Anno di costruzione 1968;

Viadotto Stupino, 150 metri. Anno di costruzione 1974;

Viadotto Favazzina, 147 metri. Anno di costruzione della struttura attualmente in uso 2012;

Viadotto Rago, 147 metri. Anno di costruzione 1974;

Viadotto Rio Verde, 145 metri. Anno di costruzione 1975;

Ponte Santa Giustina, 145 metri. Anno di costruzione 1959 (Ferroviario);

Ecco la mappa completa dei viadotti più alti d’Italia costruiti prima degli anni ’80.

Fonte foto copertina: it.wikipedia.org/wiki/Viadotto_Sfalassà#/media/File:Viadotto_Sfalassa,_autostrada_A3.jpg

ultimo aggiornamento: 17-08-2018

Redazione DG

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