Pesca depurativa e antiossidante: un frutto che invade la dieta italiana

Gialla, bianca, noce, o tabacchiera, la pesca, frutto originario della Cina, è utilizzato in molti modi nella cucina italiana. Consumata fresca assicura proprietà diuretiche, lassative, dietetiche, antiossidanti.

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Fresche, sotto sciroppo, cotte nei dessert o in marmellate, le pesche invadono la dieta italiana. Sono altresì note per le loro proprietà salutari. La pesca è il frutto eletto dalla medicina tradizionale, per la sua proprietà depurativa, per il benefico effetto sulla digestione, arrivando ad essere definita quasi un vermifugo, per la funzione diuretica, e per le proprietà salutari a favore della circolazione. Ultima, ma non meno degna di nota, la sua attività contro il mal di testa.

E’ ricca di acqua, quindi consigliabile nei mesi estivi e a chi fa sport, e contiene molte fibre, il che la porta ad essere eletta in caso di dieta. Gli esperti assicurano che consumare pesche assicura l’apporto di antiossidanti, quindi una prevenzione naturale contro i radicali liberi e le neoplasie, grazie all’ossigenazione delle cellule.

La pesca contiene (ogni 100 grammi): circa 89 grammi d’acqua, un grammo circa di fibre, circa dieci grammi di zucchero, per un totale di circa 30 kcal. I minerali: potassio, magnesio, fosforo, calcio. Tra le vitamine, la più presente è la C. Seguono: B1, B2, B3, B5, B6 e vitamina A. Consigli per gli acquisti: la pesca deve essere scelta in base al profumo, alla mancanza di ammaccature, o grinze e di parti molli al tatto. Si possono anche comprare acerbe, ma poi è necessario farle maturare a temperatura ambiente. Quelle mature, invece, vanno conservate in frigorifero e devono essere consumate in pochi giorni.