La leggenda nepalese delle Otto Montagne è arrivata alla nostra attenzione grazie all’omonimo libro dello scrittore Paolo Cognetti.

Nel 2016, il libro Le otto montagne di Paolo Cognetti ha vinto il Premio Strega. Il romanzo, tra le tante cose, illustra la leggenda nepalese delle Otto Montagne, racconto che offre al protagonista Pietro un importante spunto di riflessione. Scopriamo questo aneddoto del Nepal e l’insegnamento che vuole trasmettere a coloro che sono disposti ad ascoltare.

Otto Montagne: la leggenda nepalese descritta da Paolo Cognetti

Avrà imparato di più chi ha fatto il giro delle otto montagne, o chi è arrivato in cima al monte Sumeru?”: è attorno a questa domanda che ruota il libro Le otto montagne di Paolo Cognetti. Lo scrittore, che con l’opera ha vinto il Premio Strega nel 2016, narra ai suoi lettori un aneddoto che, ai più, era sconosciuta. Stiamo parlando della leggenda nepalese delle Otto Montagne, secondo cui al centro del mondo c’è un monte altissimo di nome Sumeru. Intorno a questo ci sono altre otto montagne e altrettanti mari: questo per gli abitanti è il pianeta che tutti loro abitano.

Per parlare della leggenda nepalese, Cognetti fa incontrare uno dei suoi protagonisti, Pietro, con un vecchio nepalese. Quest’ultimo, per spiegare all’interlocutore il mito del suo Paese, disegna nel terreno una ruota divisa da otto raggi: “Noi diciamo che al centro del mondo c’è un monte altissimo, il Sumeru. Intorno al Sumeru ci sono otto montagne e otto mari. Questo è il mondo per noi“.

L’incontro tra Pietro e l’anziano nepalese, anche se avviene verso l’ultima parte dell’opera, è quanto mai centrale. E’ proprio nella domanda che pone il vecchio – “Avrà imparato di più chi ha fatto il giro delle otto montagne, o chi è arrivato in cima al monte Sumeru?” – che si nasconde la chiave d’interpretazione dell’intero romanzo, oggi diventato anche un film.

Arrivare in cima al monte oppure fare il giro delle otto montagne?

Al termine della lettura del libro di Paolo Cognetti, la domanda dell’anziano nepalese continua a risuonare come un eco. La risposta, però, è chiara: non conta fare il giro delle otto montagne oppure arrivare in cime al monte Sumeru, ciò che è importante è aver trovato lo scopo della propria vita continuando sempre ad esplorare. Tutti, chi più e chi meno, all’inizio dell’esistenza iniziano una sorta di pellegrinaggio. Si ride e si soffre, qualche giorno si fa persino fatica ad immaginare un futuro, eppure si girano le otto montagne o si scala la vetta.

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Ultimo aggiornamento: 30-05-2022


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