Olio di palma, perché farebbe male?

Uno dei temi dell’alimentazione mondiale più dibattuti degli ultimi anni

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Olio di palma, perché farebbe male? Nel corso degli ultimi anni è stata pubblicata un’enorme mole di articoli allarmistici in merito all’uso e all’abuso di olio di palma nella produzione alimentare industriale dell’occidente. Vediamo nel dettaglio quali sono i fattori di rischio inerenti all’uso di questo grasso vegetale.

Cos’è l’olio di palma?

L’olio di palma è uno dei più diffusi (ed economici) grassi vegetali attualmente prodotti a livello mondiale. Si ricava dai frutti della palma da olio, e in questo caso si parla propriamente di olio di palma, oppure dai semi della stessa pianta e quest’ultimo prodotto si indica correttamente con il nome di olio di palmisto. Sia l’olio di palma sia quello di palmisto si presentano in stato solido o semisolido a temperatura ambiente.
Entrambi contengono una percentuale di acidi grassi saturi che va dal 50 all’80% del loro peso totale e questo, naturalmente, innalza le quantità di colesterolo cattivo presente nel sangue, innalzando i rischi di malfunzionamento delle coronarie.

Uno studio italiano dell’Istituto Superiore di Sanità pubblicato nel Settembre 2015 ha affermato che non sono state prodotte attualmente delle evidenze scientifiche in grado di dimostrare che l’olio di palma sia più dannoso di altre fonti di grassi saturi.

Olio di palma, perché farebbe male?

Ancora più recenti sono gli studi pubblicati a Maggio 2016 dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare i quali approcciano la questione da un punto di vista differente rispetto a quello nutritivo. Secondo tali studi infatti ad essere pericolosi per la salute dei consumatori, più che le sostanze nutritive contenute naturalmente negli oli di palma e palmisto sono le sostanze tossiche che si formano nel processo di raffinazione e purificazione degli oli grezzi.
In particolare il glicidolo è cancerogeno e genotossico, ovvero è in grado di danneggiare il DNA di in un individuo e questo trasmetterebbe tali pericolose mutazioni anche alla prole dell’individuo colpito.
E’ comunque rassicurante sapere che tra il 2010 e il 2015 i produttori di olio di palma hanno volontariamente adottato misure di controllo e di modifica dei processi di raffinazione, in maniera da ridurre il pericolo per i consumatori dei derivati dell’olio di palma.