Il ministro Boschi: “No ai matrimoni gay, sì alla stepchild adotion”

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Il ministro Maria Elena Boschi spiega su Famiglia Cristiana il punto di vista del governo su temi sensibili: no ai matrimoni gay, sì alla stepchild adotion

In quali direzioni si muove il governo italiano a  proposito  di temi sensibili come l’aborto, le unioni civili, i matrimoni e le adozioni di bambini da parte di persone dello stesso sesso? Famiglia Cristiana lo ha chiesto a Maria Elena Boschi, ministro delle Riforme e dei Rapporti con il Parlamento del  governo  Renzi. L’amore, si sa, ha mille  modi per manifestarsi ed è importante conoscere il punto di vista di chi ha responsabilità su tutti noi.

Quello della Boschi sui matrimoni gay è tendente al no, ma con una cauta apertura alle unioni civili:

“Non è un problema di matrimonio ma di riconoscimento delle unioni civili anche tra persone dello stesso sesso“.

 Il ministro  invece è molto più favorevole a proposito della stepchild adoption, vale a dire il riconoscimento giuridico della paternità (o maternità) del coniuge o del convivente del genitore naturale del bimbo.

“Il primo soggetto da tutelare è il minore. Partendo da questa prospettiva, se esistono delle coppie di fatto di due padri o due madri gay che vivono già questa condizione, magari per precedenti matrimoni, è giusto per il bambino che venga riconosciuto il rapporto con queste persone. Se una delle due venisse a mancare non sarebbe accettabile che il bambino finisse in istituto”.

Ancor più spinoso l’argomento aborto, su cui però la Boschi mantiene dei punti fermi:

“Non credo che si debba mettere in discussione oggi la legge sulla IVG, penso che si debba darle attuazione integrale in concreto come purtroppo non è stato fatto fino ad ora, magari con politiche attive per le madri che vorrebbero tenere il bambino ma, per motivi economici, non riescono a permetterselo. Inoltre – continua il ministro – a mio avviso dobbiamo sostenere maggiormente le famiglie che hanno più figli, soprattutto in un Paese che ha i tassi di natalità dell’Italia. Non siamo riusciti a estendere per il 2014 gli 80 euro alle famiglie numerose, ma contiamo di farlo nei limiti delle risorse disponibili nel 2015. Ci vuole una riforma complessiva dei parametri per stabilire quali sono le famiglie con redditi agiati, perché spesso sono classificate come agiate famiglie che non lo sono”.

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ultimo aggiornamento: 20-09-2014

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