Nuove tensioni per Meghan Markle e il principe Harry dopo le indiscrezioni sul cachet del Global Summit 2026: ecco la cifra della discordia.
Mentre Kate Middleton è tornata a parlare della sua battaglia contro il tumore, dall’altra parte dell’oceano l’attenzione si concentra ancora una volta su Meghan Markle e il principe Harry. A far discutere, nelle ultime ore, è il cachet per la sua partecipazione al summit sulla privacy di Washington che avrebbe acceso nuove tensioni all’interno della coppia, confermando le voci di difficoltà del loro brand.

Meghan Markle e il principe Harry: le voci di una crisi del loro brand
La vicenda del cachet si inserisce in un quadro più ampio che riguarda il percorso intrapreso da Meghan Markle e Harry dopo il trasferimento negli Stati Uniti e il distacco dalla famiglia reale britannica. Una scelta che ha segnato l’inizio di una nuova fase, in cui la coppia ha puntato tutto sulla costruzione di un proprio brand.
Tra serie Netflix, podcast e marchi di marmellate che faticano a decollare, il cammino non sarebbe stato privo di ostacoli. L’obiettivo era trasformare la notorietà in un progetto solido e duraturo, ma i risultati, secondo quanto emerge dalle indiscrezioni, appaiono altalenanti.
La cifra della discordia: “50mila dollari è troppo poco”
Secondo le indiscrezioni circolate, il principe Harry sarebbe stato ingaggiato per intervenire dal main stage dell’International Association of Privacy Professionals Global Summit 2026. Evento di riferimento a livello internazionale sui temi della privacy, dell’intelligenza artificiale e della cybersecurity.
Per la sua partecipazione, il figlio di Re Carlo percepirebbe 50mila dollari. Una cifra che avrebbe fatto infuriare Meghan, che non l’ha considerata sufficiente per l’intervento durante l’evento. Il punto, però, non sarebbe soltanto il valore economico in sé.
A pesare sarebbe il confronto con il passato: sempre secondo quanto riportato, nel 2020 per un keynote di Harry si sarebbe arrivati a pagare fino a un milione di dollari. Un divario che alimenta inevitabilmente interrogativi.