Mamma con partiva Iva? Ecco cosa posso scaricare. La raccomandazione per chi ha un lavoro autonomo è quella di conservare tutti gli scontrini fiscali e gli estratti conto di banca e posta.

Le donne che lavorano con partiva Iva sono sempre più numerose. Una scelta fatta sia a causa delle sempre più basse possibilità di assunzione, che per avere una maggiore autonomia soprattutto se si ha una famiglia e dei figli. Se siete una mamma e volete aprire un’attività autonoma, vi spieghiamo quali spese lo Stato permette di scaricare ai possessori di partita Iva e quali invece sono indeducibili. Innanzitutto le spese devono essere sostenute dal titolare della partita Iva e tutte documentate. Occorre quindi conservare fatture e scontrini fiscali che devono essere provati tramite movimenti bancari o estratti conto della carta di credito. Anche le spese relative agli immobili a uso studio o ufficio acquistati dal professionista, sono deducibili applicando le quote di ammortamento annuali. Nel caso invece si decida di mettere a disposizione il proprio appartamento per svolgere l’attività, la detrazione si applicherà in modo forfettario del 50%. Saranno invece pari al 50% della rendita catastale i canoni di leasing su immobili. Chi viaggia potrà scaricare spese di vitto e alloggio al 75%, mentre l’acquisto di prodotti tecnologici potrà essere detratto all’ 80%.

Terza dose Vaccino, a chi spetta prima e quanto dura.

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ultimo aggiornamento: 28-08-2015

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