Le controindicazioni dell’Aloe Arborescens

Occlusioni intestinali e altre patologie a carico dell’intestino

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Le controindicazioni dell’Aloe Arborescens sono le stesse che connotano tutti gli altri lassativi. Sconsigliata a chi soffre di occlusioni intestinali, fecalomi e diabete.

Quali sono le proprietà dell’Aloe Arborescens?

L’Aloe Arborescens e tutti gli integratori alimentari che contengono estratti di questa pianta vengono utilizzati essenzialmente a scopo drenante e depurativo.
Le sostanze in essa contenute infatti favoriscono il corretto sviluppo della flora batterica intestinale, ripristinandone i livelli ideali quando, a causa di problemi di vario genere (stress, attacchi virali o batterici) risultano compromessi.

Un corretto sviluppo della flora batterica intestinale mantiene l’intestino perfettamente efficiente, favorendo il corretto metabolismo delle sostanze nutritive estratte dal cibo e contemporaneamente il rapido smaltimento delle scorie.
Favorendo lo smaltimento delle scorie liquide, oltre a quelle solide, l’Aloe Arborescens ha anche buone proprietà diuretiche, ottime per chi sta seguendo una dieta depurativa finalizzata alla perdita di peso e allo smaltimento di liquidi in eccesso che ristagnano sull’addome e sulle cosce.

Le controindicazioni dell’Aloe Arborescens

Come tutti i lassativi, l’Aloe Arborescens non va somministrata a pazienti che soffrono di particolari patologie a carico dell’apparato intestinale, quali ad esempio la frequente formazione di fecalomi. Un fecaloma è una massa di feci che occludono l’intestino impedendone il normale funzionamento. Si tratta in questo caso di feci disidratate, divenute però troppo dure per essere smaltite attraverso un normale processo di evaquazione. In questo caso l’assunzione di Aloe Arborescens provocherebbe crampi e contrazioni intestinali anche molto dolorose.
Per le stesse motivazioni l’Aloe Arborescens non va assunta durante attacchi di appendicite.
I diabetici dovrebbero monitorare attentamente l’utilizzo di integratori a base di Aloe Arborescens poiché essa, incidendo sul metabolismo in generale – e quindi anche sul metabolismo degli zuccheri – potrebbe interferire pericolosamente con l’azione della dose di insulina che l’ammalato di diabete è solito assumere con frequenza giornaliera. Prima di cominciare ad assumere integratori, quindi, un diabetico dovrebbe innanzitutto segnalarlo al proprio medico, quindi verificare con lui se ci sia necessità di modificare la dose di insulina giornaliera.