Le 13 cose più strane del sesso nell’antichità, dall’antica Roma ai Samurai

Quando si parla di sesso nell’antichità, spesso si pensa che fosse pieno di tabù. Invece, anche all’epoca c’erano parecchie stranezze, vediamo quali!

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Nell’antichità il sesso era davvero diverso da quello che facciamo oggi? C’erano molti tabù, oppure era più libero di quanto non lo sia attualmente?

Per scoprirlo, Focus.it ha raccolto 13 stranezze sul sesso nell’antichità, dall’epoca romana ai samurai. Vediamo insieme di cosa si tratta!

Com’era il sesso nell’antichità

Sesso

  • Negli antichi eserciti i rapporti omosessuali erano molto comuni e servivano a tenere alto l’umore delle truppe.
  • Nell’antica Roma il sesso era una dimostrazione di potere, per questo l’uomo non si preoccupava di soddisfare la partner e farle raggiungere l’orgasmo.
  •  Sempre nell’antica Roma, gli uomini potevano avere rapporti omosessuali con schiavi e discepoli, ma mai in ruolo passivo.
  • Nell’antica Grecia, le donne utilizzavano l’olisbos, un fallo artificiale di circa 15 centimetri, con un’anima in legno foderata di cuoio imbottito, antenato dei moderni dildo. Usavano anche l’olio di oliva come lubrificante.
  • In fatto di sesso, gli Egizi avevano pochi divieti morali (tra cui la pedofilia e i rapporti con animali), eppure i rapporti omosessuali maschili erano vietati, perché uno dei due doveva necessariamente avere un ruolo passivo.
  • Nella tomba di Ramses VI c’è una raffigurazione della divinità che, eiaculando, crea le 12 dee personificanti le ore del giorno.
  • Tra gli Assiri, l’omosessualità era contro la legge e per gli uomini colti sul fatto era prevista la castrazione. In realtà, la cosa era tollerata se si trattava di prostituzione.
  • Le posizioni del Kama Sutra, il codice sanscrito dell’amore scritto tra I e VI secolo, non servivano ad avere il massimo del piacere, ma a raggiungere l’estasi in nome della Dea Madre.
  • Nel Medioevo le leggi religiose proibivano di praticare sesso in alcuni periodi, nei fine settimana e nei giorni di “impurità” della donna, ovvero mestruazioni, gravidanza e puerperio.
  • I mukhannathun, ovvero una classe di uomini effemminati vestiti da donne emersa nell’Epoca d’oro dell’Islam tra l’VIII secolo e il 1258, furono tollerati in alcune epoche.
  • I Moche, vissuti in Perù tra il I e il VII secolo, hanno lasciato migliaia di ceramiche con scene porno: masturbazione di gruppo, sodomia, orge, sesso orale, accoppiamenti con scheletri…
  • In Cina, nei secoli tra il III a.C. e il III d.C., all’uomo per mantenersi in forze veniva suggerito di praticare coito interrotto o poligamie con 3, 9 o 11 donne per notte, preferibilmente giovani e vergini, oppure con concubini maschi.
  • Nel Giappone medievale, le unioni omosessuali maschili erano viste come più sincere, mentre le mogli erano considerate un inutile fardello.