L’antidolorifico Oki usato come droga

Sempre più giovani colti a “sniffare” un farmaco. Il famoso antidolorifico Oki è il nuovo “sballo” degli adolescenti che lo utilizzano come fosse cocaina

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E’ una “moda” importata dagli Usa: sniffare l’Oki il farmaco più diffuspo al mondo. In moltissime case è disponibile, lì nel cassetto dei medicinali di mamma e papà. Ma anche se non ci fosse, è semplicissimo procurarselo fuori, dal momento che l’Oki si trova facilmente in commercio sia in farmacia sia nei “mercati paralleli” degli adolescenti.

E sono proprio loro ad essere diventati consumatori, a volte anche abituali, di questo medicinale, che viene “sniffato”, per procurarsi un po’ di sballo.

“Sempre più giovani mi confermano l’abitudine ad usare questi medicinali come sostituti a buon mercato di droghe, seguendo un trend diffuso negli Usa” spiega Enrico Comi, esperto di prevenzione, che gira per le scuole a informare i ragazzi sui rischi che si corrono.

Qualche settimana fa aveva fatto scalpore la notizia di una scuola di Martellago, in provincia di Venezia, dove alcuni studenti dell’Istituto Matteotti erano stati colti in flagranza a “sniffare” l’Oki. Ma non si tratta di un episodio isolato, perché nella vicina scuola media ragazzini poco più che 12enni hanno confermato questa “moda”.

Anche dalla Puglia arrivano conferme, con segnalazioni da parte di genitori, che hanno scoperto che le bustine di antidolorifico custodite in casa erano sparite.

“Anche nella provincia di Milano questa nuova tendenza è diffusissima: solo un anno fa, quando ne parlavo coi ragazzi delle scuole dove faccio prevenzione, mi sentivo rispondere che ne avevano sentito solo accennare. Ora, invece, mi confermano di conoscere molto bene questa nuova frontiera dello “sniffo”, con cenni di consenso” racconta ancora Comi.

Eppure l’Oki non è l’unica “droga da strada” a cui ormai fanno ricorso i ragazzi per procurarsi lo “sballo”. Enrico Comi, 47 anni, padre di tre figli, lascia infatti intendere che di “polvere bianca” da inalare ne esiste anche altra, a portata di mano, anche in casa dei genitori.

I ragazzi si stanno abituando (e in alcuni casi si sono già abituati) a vivere usando qualcosa per avere delle emozioni, che altrimenti non sono in grado di provare. E questo nonostante lo “sballo” provocato, ad esempio, dall’Oki sia relativo: gli studenti mi raccontano che dura poco, dà un po’ di ebrezza, ma niente di più.