La differenza tra Miu Miu e Prada? La spiega Miuccia

In un’intervista al magazine System, Miuccia Prada spiega le differenze tra Miu Miu e Prada: il primo brand è istinto, il secondo frutto dell’elaborazione

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Qual è la differenza di stile, di  filosofia, di pubblico tra Miu Miu e Prada, le due anime del brand? Semplice, lo spiega la stessa Miuccia Prada in un’intervista al magazine a  stelle e strisce System:

“Per me disegnare è un processo molto complesso”, spiega la direttrice creativa del Gruppo Prada  attraverso un comunicato. “Ci sono molte idee che voglio esprimere in un singolo oggetto, e molto spesso sono contraddittorie. Il processo creativo di Miu Miu è completamente diverso da quello di Prada. Miu Miu non è così complicato e pensato quanto Prada. Più che essere giovane, Miu Miu è immediato. Prada è davvero sofisticato e ponderato, Miu Miu è molto più naif. La soluzione, quando lavoro su Miu Miu, deve arrivare immediatamente, istintivamente, spontaneamente con qualunque cosa sia disponibile al momento. Se ci penso tre volte, mi fermo”.

Insomma, molto più prosaicamente Miu Miu è istinto, mentre Prada è ragione. Facile, no? Del resto, quello delle varie case di moda di creare un alter ego del brand principale  è un’usanza sempre più diffusa. La differenza spesso è  sottile, impercettibile, anche se – generalizzando e semplificando – si tende quasi sempre a  dire che la “nuova” linea è dedicata ad un pubblico giovanile, mentre la “vecchia” ad un target più tradizionale. Ecco così fiorire case madri  e figlie a getto continuo: Dolce & Gabbana e D&G, McQ e Alexander McQueen, Marc by Marc Jacobs e Marc Jacobs, Roberto Cavalli e Just Cavalli, giusto per fare qualche esempio.

Molto spesso la linea di demarcazione è dettata dal prezzo: alto, altissimo per la griffe tradizionale, più accessibile per la “derivata”.  Non è questo  però il caso di Miu Miu e Prada. Come chiarito da Miuccia Prada in persona, qui non è questione di soldi, di fascia di riferimento, di età: tra le due griffe del suo Gruppo la differenza è nel  tempo, inteso come arco necessario all’elaborazione creativa.

Non capita spesso che gli stilisti svelino i segreti o le  modalità operative dei loro  processi creativi. Miuccia Prada, una volta di più, si è dimostrata più avanti degli altri, fornendo risposte e chiarimenti per certi versi sorprendenti.