Julia Pierson rinuncia all’incarico alla Casa Bianca

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Dopo gli infiniti scandali sulla sicurezza della casa Bianca, si è dimessa Julia Pierson, capo del Secret Service, il corpo di élite votato alla sicurezza del presidente.

Ad annunciarlo è stato il Dipartimento dell’Homeland Security: Julia Pierson rinuncia all’incarico alla Casa Bianca.

L’ultima episodio che ha portato alle dimissioni pochi giorni fa. A un contractor per la sicurezza – armato di una pistola e con tre condanne per assalto e percosse – il 16 settembre è stato consentito  di salire in ascensore con Barack Obama, in violazione dei protocolli del servizio di sicurezza incaricato di proteggerlo.

Quando gli agenti del Secret Service hanno chiesto al contractor di smetterla di filmare il presidente con il cellulare, l’uomo ha fatto finta di nulla. E’ stato quindi interrogato e solo allora il Secret Service si è reso conto dei suoi precedenti penali. Inevitabile per Julia Pierson, capo del Secret Service, rassegnare le dimissioni.

Nel frattempo sono venuti a galla altri episodi imbarazzanti con Julia Pierson responsabile. Come quello dello scorso novembre, in cui due agenti di alto livello, per una vicenda a sfondo sessuale, sono stati sospesi per “cattiva condotta”, o quello del febbraio scorso, quando un uomo sparò contro la Casa Bianca con un fucile di precisione colpendo le finestre degli appartamenti presidenziali.

Il Secret Service se ne accorse solo cinque giorni dopo, per l’allarme lanciato da una domestica. E ancora, a marzo, tre agenti sono stati trovati ad Amsterdam completamente ubriachi, e per questo rispediti negli Stati Uniti e sospesi dall’incarico.

Le leggerezze del Secret Service erano state oggetto ieri di un’audizione in Congresso, durante la quale il capo del servizio, Julia Pierson, aveva fatto un ‘mea culpa’: “Mi prendo tutte le responsabilità di ciò che è successo. Quanto accaduto è inaccettabile e non capiterà mai più”, aveva affermato riferendosi ai ripetuti casi di intrusione alla Casa Bianca.

Pierson, la prima donna nominata a capo del Secret Service, nel 2013, aveva quindi assicurato una stretta e completa revisione di tutte le procedure seguite dai suoi agenti, comprese quelle che prevedono l’uso della forza. Ma il suo futuro, alla guida della sicurezza alla Casa Bianca, era ormai compromesso.

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ultimo aggiornamento: 03-10-2014

Emanuela Bertolone

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