Il parto non è una malattia: l’appello della Fondazione Gimbe

La Fondazione Gimbe punta il dito sulle linee guida del Nice e sintetizza dati scientifici secondo i quali il parto è altrettanto sicuro in casa o nei centri nascita, se le future mamme sono sane.

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“Il parto non è una malattia. Il percorso nascita in Italia deve essere riorganizzato, dando la possibilità alle donne di scegliere dove partorire in sicurezza, senza medicalizzare una condizione fisiologica”.

E’ il concetto di base sul quale la Fondazione Gimbe ha reso note le Linee Guida del Nice- Istituto nazionale per l’eccellenza clinica in Gb (www.evidence.it/linee-guida-parto).

“La maggior parte delle donne che partoriscono è sana – ha dichiarato Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – ha una gravidanza fisiologica, va incontro a travaglio spontaneo e dà alla luce un neonato dopo la 37esima settimana di gestazione. Ciò nonostante, anche in assenza di reali fattori di rischio – ha proseguito – continuiamo a mantenere modelli organizzativi che medicalizzano gravidanza e parto, a dispetto di evidenze scientifiche che dimostrano che per la maggior parte delle gravidanze fisiologiche non ci sono benefici materni e neonatali per scegliere la sala parto, dove il travaglio è oggi caratterizzato da troppi interventi ostetrico-ginecologici, divenuti routinari, ma spesso inappropriati”.

In sostanza, l’appello, va nella direzione sulla libertà di scelta

“nell’area del proprio domicilio o nelle immediate vicinanze, dove partorire in sicurezza: oltre alla sala parto in ospedale pubblico o struttura privata, anche a casa propria e nei centri nascita a gestione esclusivamente ostetrica, sia fuori (freestanding) che dentro (alongside) l’ospedale. Ovviamente, prevedendo protocolli condivisi per trasferire la donna, quando necessario, nelle unità operative di Ostetricia e ginecologia”.

I dati scientifici espressi in sintesi dal Nice consigliano alle donne a basso rischio di partorire direttamente nel proprio domicilio (ovviamente con l’assistenza dovuta), o in un centro nascita.