“No Kids”: accesso vietato ai bambini in resort aerei e ristoranti

Oggi si può mangiare, dormire, volare senza le urla dei bambini. E’ nata una tendenza “No kids Zone” in tutto il mondo. Tutta colpa (o merito) di Corinne Maier, autrice del libro “Mamma pentita, No Kid. Quaranta ragioni per non avere figli”.

chiudi

Caricamento Player...

Urla, pianti, agitazione. Questi i motivi per cui i bambini in alcuni locali non sono ben accetti. Il divieto d’accesso è sintetizzato con la dicitura “no kids zone”: una tendenza nata negli USA e sempre più diffusa nel resto del mondo.

L’idea è nata sulla scia del libro di Corinne Maier, “Mamma pentita, No Kid. Quaranta ragioni per non avere figli”.

Il libro della Maier, pubblicato nel 2008, è diventato subito un bestseller. A leggerlo, molte mamme incuriosite, ma anche molte donne Child Free, che in Italia, secondo l’Ocse, rappresentano il 24% tra le nate nel 1965.  Sul fenomeno delle donne non madri, si è espresso un gruppo di studiosi del progetto europeo “Families and Societies”, i quali hanno sottolineato che non c’è necessariamente una causa materiale dietro questa scelta. Semplicemente, l’Italia non è più quel Paese “family oriented” di una volta. Non più “bambini a ogni costo”.

I colossi dell’imprenditoria hanno afferrato il successo del libro della Maier come un sintomo sociale sul quale costruire la nuova strategia di marketing.

Oggi esistono, quindi, voli “childfree”, (come quelli per Creta e Gran Canaria con la compagnia inglese Thomas Cook Airlines) e sono collegati con destinazioni che condividono la stessa filosofia.

Un trend che si sta espandendo a macchia d’olio anche tra hotel e ristoranti.

In Germania, molti alberghi e caffè sono “kinder verboten”, cioè i bambini sono banditi; in Austria è l’hotel Cortisen, uno dei più gettonati, a essere no kids; in Svezia alcuni alberghi vietano l’accesso agli under 12; in Spagna, la catena “Iberostar” accetta dai 14 anni in su, mentre la “Sandals” alza il tiro sulla maggiore età.

Su Facebook  fioccano pagine o gruppi dedicati all’argomento, come “Fuori i bambini maleducati dai locali pubblici”.