Continuano i festeggiamenti per il centenario di Gucci, con una sfilata ad Hollywood.

Dopo l’indimenticabile sfilata Gucci Aria insieme a Balenciaga, sulla cresta dell’onda nel mondo del fashion, adesso la maison diretta da Alessandro Michele celebra il cinema. Una tappa attesa dopo il dichiarato e viscerale amore per la musica – ricambiato come ha mostrato l’ultima campagna Gucci che ha individuato quante volte la parola Gucci fosse stata citata dal 1921 – , che però affonda ancora di più le radici in un amore profondo: l’omaggio non è solo alla fabbrica dei sogni ma anche alla madre di Alessandro Michele, che gli anni d’oro del cinema li ha vissuti dall’interno, lavorando in una casa di produzione.

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Love Parade: Gucci vola a Los Angeles, con una collezione indimenticabile e modelli d’eccezione

Naturalmente quando si parla di Gucci, c’è sempre un rituale magico, una serie di atti che ci porteranno a quello trionfale della sfilata, e complice ancora una volta Instagram, dove un giorno fa è stato postato un invito. Esattamente come un giallo anni ’30, è apparso in un video un biglietto con su scritto Meet me on Hollywood Boulevard, November 2, 8 pm, Lallo e la didascalia al post Love Scene Investigation. Inconfondibile il soprannome di Alessandro Michele, che ha anticipato alla sua maniera la sfilata Love Parade.

Non potevano esimersi dalla sfilata alcuni dei volti iconici del cinema come Macaulay Culkin, il bambino di Mamma ho perso l’aereo che ha indossato un completo alla Miami Vice ma nell’estetica raffinata e brillante della maison, e Jared Leto, ambassador e rappresentante da anni della maison e che sarà tra i protagonisti del film in arrivo per la regia di Ridley Scott, House of Gucci.

La sfilata si è trasformata così in una walk of fame, in rituale d’amore per il cinema e la sua magia, a cui ciascuno lega sempre un vincolo affettivo, esattamente come la spinta che ha ispirato Alessandro Michele. Los Angeles, per lui luogo di grande ispirazione da sempre, era il luogo migliore per accogliere la prima sfilata dal vivo post pandemia, come ha spiegato in conferenza stampa: “Venire a Los Angeles è stato come abbracciare di nuovo la vita, come abbracciare di nuovo l’amore per il mio lavoro. E del resto anche Gucci è legata al mondo del cinema, del jet set, degli artisti del cinema. Quindi ricominciare da qui  dopo il lockdown era un po’ come tornare a casa, questo era il posto prescelto dal destino”.

I look iconici della fabbrica dei sogni: gli anni d’oro del cinema tra abiti in seta e smoking

Ogni abito è un omaggio e strizzata d’occhio a look e costumi iconici degli anni scintillanti di Hollywood, quel luogo dove tutto diventava possibile, abitato da attori e attrici che erano divi o meglio dei e dee pagani, come li ha definiti Alessandro Michele. Lo smoking, per lei o per lui, nei suoi toni pastello pop sembra proporsi come il nuovo abito da sera, come lo indossano anche i Maneskin e Gwyneth Paltrow, avvolta in un meraviglioso completo in velluto rosso.

E poi ci sono gli abiti bianchi in stile anni ’30, abiti impreziositi da bordi in pelliccia, da indossare con occhiali tempestati di brillantini da indossare con disinvoltura su tutto e con tutto: una parata della migliore Hollywood, quella prima del Viale del tramonto, a cui non mancano omaggi, rivista con gli occhi contemporanei, così i richiami fetish e piccanti a cui ci ha abituato Gucci, che stavolta trasforma i sex toys in gioielli pret a porter. Irriverenza e nostalgia da rileggere in chiave contemporanea, è questo il mantra di chi s’innamora di uno dei brand più pop del momento.

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