Green pass: l’sms tarda ad arrivare? Ecco i metodi alternativi ed ufficiali per ottenerlo senza problemi e senza rischi.

Come molti sapranno, dal 1 luglio 2021 per muoversi liberamente è necessario il Green pass. Si tratta di un documento ufficiale che viene rilasciato 15 giorni dopo la prima dose di vaccino, in seguito ad un esame del sangue che dichiara che il Covid è stato superato o dopo un tampone con esito negativo. La stessa cosa vale dopo che si è fatta la seconda dose del vaccino. Per ottenerlo, in genere, bisogna attendere un sms o un’email con relativo codice. A volte, però, può capitare che questi non arrivino. Cerchiamo quindi di capire cosa fare in questi casi.

Green pass ed sms che non arriva: ecco cosa fare

Sempre più gente lamenta un problema nella ricezione dell’sms con codice di autenticazione per ottenere il green pass.

Un problema che in caso di spostamenti imminenti può diventare importante. Per fortuna ci sono diverse soluzioni.
La prima consiste nell’usare il sito ufficiale creato appositamente dal Governo, dove è possibile raggiungere anche le app Immuni e IO, altri mezzi utili allo scopo. Per poterne usufruire sono però necessari lo Spid o la CIE.

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Green pass
Green pass

Qualora non si disponesse di nessuno dei due si può contattare il call center al numero 1500. Prima di farlo occorrerà munirsi di tessera sanitaria per poter rispondere correttamente alle domande che vengono fatte prima di avviare le procedure.
In caso di linee intasate (altro problema che si sta verificando sempre più spesso) si può inviare un’email all’indirizzo cittadini@dgc.gov.it

Il giro di truffe legato agli sms per il Green Pass e cosa fare per difendersi

Come spesso avviene, sopratutto quando di mezzo ci sono programmi con rilascio di dati sensibili, è importante stare attenti alle truffe. Ultimamente queste non sono mancate neanche per il Green pass, riguardando sia messaggi diretti che via WhastApp.

Per non correre rischi il consiglio è quello di non cliccare mai su link ricevuti tramite messaggio ma di andare diretti sul sito del Ministero della Salute e procedere da lì con l’immissione dei dati. In questo modo si eviteranno rischi di tipo telematico come furto di password o di dati sensibili di altro tipo.


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