Vi sono diversi farmaci per la cistite in gravidanza, ma bisogna sapere quando farne uso.

In gravidanza, la cistite è favorita dalle modificazioni operate all’organismo dagli ormoni e dalla compressione che esercita l’utero sull’uretere, specie negli ultimi mesi di gestazione, da scarsa igiene intima o da rapporti sessuali non protetti. Bisognerebbe prevenirla indossando biancheria intima in cotone, bere molta acqua e non trattenere mai l’urina, svuotando la vescica dopo ogni rapporto sessuale.

Bruciore e dolore nella minzione talvolta accompagnate da perdita di sangue, difficoltà ad eliminare l’urina se non poco alla volta e sensazione di mancato svuotamento della vescica sono i sintomi più caratteristici della cistite in gravidanza, ed è un disturbo che non va sottovalutato in quanto può incrementare il parto prematuro o causare al nascituro riduzione nella crescita o nel peso o addirittura pielonefriti.

I farmaci per la cistite in gravidanza più indicati sono antibiotici: Bactrim, che poi è un sulfamidico, amoxicillina o ampicillina oppure il Ciproxin, più specifico per questa infezione, (l’importante è che non abbiano effetti collaterali dannosi per la futura mamma né per il feto) a cui far seguire un’urinocoltura mensile fino al momento del parto. Non bisogna mai ricorrere all’automedicazione con questo tipo di farmaci, ma assumerli sempre dopo aver consultato il medico, che potrebbe anche decidere di curare la cistite con del paracetamolo se è accompagnata da febbre e dolori. L’alternativa naturale? Tisane a base di carciofo, sedano e finocchio o estratto di mirtillo rosso da bere.

 

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Ultimo aggiornamento: 30-08-2015


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