Esposizione solare: facciamo il punto su quali sono i protocolli corretti da seguire per ottenere una gradevole abbronzatura senza effetti collaterali e rischi per la salute della pelle.

Ogni anno l’arrivo dell’estate comporta il desiderio di esposizione solare. Ma spesso si ripresenta il dilemma: esporsi al sole fa bene o fa male? Vale la pena di mettere a rischio la salute della nostra pelle e del nostro organismo per ottenere un “semplice” seppur gradevole aspetto abbronzato?

La risposta è … si!

L’azione che il sole svolge sul nostro corpo è di vitale importanza e si estrinseca sui diversi apparati: a tal proposito ricordiamo come il metabolismo del calcio e la conseguente ristrutturazione ossea dipendano proprio dall’esposizione solare che attiva e rende fruibile la vitamina D presente nel organismo.

Ma, come tute le cose preziose e “potenti” il sole è un alleato … che può anche diventare un nemico quando non si è in grado di “dosare” correttamente l’esposizione, in termini quali e quantitativi. Per ovviare ad eventuali effetti collaterali che, partendo da “semplici” eritemi possono sfociare in marcata disidratazione e perdita di tono ed elasticità della pelle con conseguente insorgenza di rughe più o meno profonde, occorre innanzitutto “preparare” la cute con opportuni trattamenti pre-esposizione.

Tra i vari proponibili, un dei più collaudati e tuttora richiesti è il trattamento di peeling a base di acidi “naturali”.

Erroneamente proposto solo nei periodi autunno-invernali, per l’ottenimento di una più o meno marcata desquamazione e conseguente rigenerazione della pelle, costituisce in realtà un trattamento declinabile durante tutto l’anno solare, con la ovvia attenzione posta all’utilizzo di prodotti più o meno “aggressivi” a seconda della stagione climatica.

Il peeling costituisce un vero e proprio processo rigenerativo che si estrinseca con la rimozione della cellule superficiali della pelle più secche permettendo a quelle più profonde (meno cheratosiche) di superficializzarsi.

Il tutto si traduce in un’aumentata idratazione cutanea che antagonizza l’azione disidratante del sole.

Il protocollo prevede 4 – 5 sedute ambulatoriali a cadenza settimanale eventualmente seguite da 1 – 2 sedute di biorivitalizzazione a base di acido ialuronico a basso peso molecolare, dalla spiccata azione idratante.

Entrambi i trattamenti proposti non sono invasivi e/o dolorosi e permettono alla nostra pelle, opportunamente “schermata” con una corretta crema o latte solare, con adeguato indice di protezione di esporsi prendendo solo il meglio che il sole può donare.

Dr.ssa Cinzia Barberis

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Ultimo aggiornamento: 05-07-2014


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