Dopo quanto tempo avere rapporti sessuali con piattole

Meglio astenersi dai rapporti sessuali con piattole non curate: scopriamo perché.

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Si possono prendere le piattole dopo un rapporto sessuale con una persona contaminata, o col contatto diretto con asciugamani, lenzuola, vestiti, sedili del gabinetto in cui si può essere annidato uno di questi parassiti.

Le piattole hanno una vita che va da uno a tre mesi, periodo in cui possono arrivare a deporre fino a 300 uova, che si schiudono in 7 – 10 giorni dando origine ad altre piattole che dopo due settimane saranno già in grado di deporre altre uova.

La loro presenza causa prurito, infiammazione, fuoriuscita di sangue quando pungono, tracce di polvere nera nella biancheria intima e macchie bluastre nella zona in cui si annidano, che spesso è l’addome, l’inguine e le cosce.

Si guarisce dalle piattole usando appositi insetticidi o antiparassitari prescritti dal medico curante: in questo periodo (lasso di tempo stabilito dal medico) è bene lavarsi lo stretto necessario per evitare di annullare con le abluzioni l’effetto dell’antiparassitario: sarà bene che le donne incinte o in allattamento e gli adolescenti contaminati dalle piattole le combattano evitando gli insetticidi e utilizzando lozioni, creme e shampoo specifici.

Per quanto riguarda i rapporti sessuali con piattole o altri tipi di parassiti ci si deve assolutamente astenere: si rischierebbe di trasmetterle al partner.

E allora, quando è opportuno riprendere a fare sesso dopo la guarigione da questi fastidiosi insetti dalla velocissima riproduzione?

Si può riprendere la normale vita sessuale solo se entrambi i partner sono completamente guariti dalle piattole, quando cioè si saranno eliminati non solo i parassiti ma anche tutte le uova depositate. La disinfestazione deve essere completa e deve essere stata eseguita con successo, altrimenti si rischia di peggiorare la situazione continuando a contagiarsi reciprocamente.