Donne più esposte a patologie metaboliche

“Molte patologie, comprese le endocrinopatie, sono segnate da importantissime differenze biologiche e cliniche”, ha dichiarato Annamaria Colao.

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“Molte endocrinopatie, come le patologie ipofisarie, i disordini metabolici e le tireopatie, prevalentemente quelle autoimmunitarie, colpiscono di più la donna, oppure si manifestano e hanno un decorso diverso rispetto alle stesse malattie nell’uomo. Quindi, innanzitutto è importante scoprire le cause e le differenze nei meccanismi patogenetici, e quindi lavorare sull’appropriatezza delle cure”.

E’ quanto afferma Annamaria Colao, docente di endocrinologia ed oncologia molecolare e clinica dell’Università Federico II di Napoli, annoverata tra i migliori cento scienziati italiani nel mondo.

“Ci si è progressivamente resi conto che molte patologie, comprese le endocrinopatie, sono segnate da importantissime differenze biologiche e cliniche”, ha dichiarato l’esperta in occasione del 38° Congresso nazionale della Società italiana di Endocrinologia avvenuto a Taormina. “Un classico esempio – ha incalzato la Colao – è quello delle malattie cardiovascolari, che si presentano più tardivamente nella donna rispetto all’uomo (anche grazie all’effetto protettivo degli estrogeni), ma la mortalità nelle donne è spropositatamente maggiore”.

Numeri alla mano, la mortalità cardiovascolare nelle donne è pari al 38%, contro il 25% negli uomini. E’ rosa la percentuale più alta relativa a ipertensione ( più 30%) e di diabete (+9%), malattie reumatiche ( + 49%) e depressione ( +138%).

Relativamente alla tiroide, la scorsa Settimana Mondiale delle Tiroide ha puntato il dito sull’importanza dello iodio, micronutriente essenziale per il regolare funzionamento della ghiandola.

I consigli degli esperti partono dalla scelta del sale a quella degli alimenti che contengono più iodio: via libera a crostacei, pesce di mare, uova e carne.