6 curiosità su Rocco Siffredi: non solo filmini per adulti!

Quanto conosci Rocco Siffredi, il re dei film per adulti all’italiana? Ecco alcune curiosità sulla sua vita privata, che (forse) non avevi mai sentito!

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– Non solo film per adulti: Rocco Siffredi ha esordito anche in una commedia, il film Matrimonio a Parigi.

– Era un grande amico di Riccardo Schicchi “Non c’è stato nessuno come lui che ha creduto così tanto al porno made in Italy. A me fermavano per la strada per dire sei un figo, sei un grande, a lui sberle e frasi tipo sei un maiale”.

ROCCO SIFFREDI

– In passato si era preso una pausa dal mondo dell’hard, per poi ripensarci: “Il porno è la mia vita, tornando a girare sono rinato“, ha raccontato a Raz Degan Rocco Siffredi sull’Isola dei Famosi 2017.

– Lui e la moglie Rosa si sono innamorati più di vent’anni fa: lui l’ha voluta subito in un film hard. Lei? Ha accettato, ma solo se avrebbe avuto rapporti solo con lui (lei non ha fatto parte a lungo del mondo del porno). La loro prima volta è stata proprio sul set.

– Come fa sua moglie ad accettare il suo lavoro?

“È intelligente. In Ungheria, dove vivo, c’è una mentalità molto più aperta”, aveva raccontato a Vanity Fair.

– Ai figli non ha mai mentito sul suo lavoro: “Sanno che lavoro faccio, ne ho parlato senza tabù, sono bimbi sereni. Il più grande, anche caratterialmente, è la fotocopia di mia moglie, il più piccolo è sputato a me: appena vede una donna, non capisce più niente“, ha raccontato a Gente.

ROCCO SIFFREDI

– La sicurezza prima di tutto: “Sul set c’è sempre un poliziotto che verifica che non ci siano minorenni nè abusi e un pompiere (non si sa mai). E qualche volta, presi dalla foga, si buttano in mezzo pure loro, tranne poi chiedere di non essere riconoscibili a fine riprese!”, aveva detto a Gente.

– A 13 anni ha visto il primo giornale porno e ha capito che voleva fare quel lavoro: “C’erano amici che volevano fare i poliziotti, il medico, io volevo fare il pornostar.

Ricordo il medico di famiglia che mi diceva “sarai dannato, ti drogherai, ti ammalerai di Aids e non avrai una famiglia, ma questo lavoro per me rappresentava la libertà”.