Cosa sapere sul vaccino antinfluenzale 2016

Caratteristiche e disponibilità del vaccino trivalente di quest’anno

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Cosa sapere sul vaccino antinfluenzale 2016? Gratuito per i soggetti a rischio, non va somministrato ai soggetti allergici.

Formulazione ed efficacia del vaccino antinfluenzale

E’ importante sapere che ogni anno viene immesso nel circuito sanitario nazionale un vaccino specifico, formulato appositamente per contrastare quei ceppi virali che si prevede saranno maggiormente attivi nella stagione fredda successiva.
Per questo motivo la formulazione dei virus influenzali varia di anno in anno ed è consigliabile procedere ogni anno alla somministrazione del virus più recente.

Il vaccino antinfluenzale progettato per contrastare l’epidemia influenzale dell’inverno 2016 – 2017 contiene elementi di tre ceppi virali (due di tipo A e uno di tipo B) ed è raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità la somministrazione del vaccino tetravalente, che aggiunge al trivalente elementi di un ulteriore ceppo virale considerato pericoloso soprattutto per le categorie a rischio.
In Italia somministrati in Italia si definiscono inattivati, non contengono cioè virus interi o attivi.
Ai soggetti anziani o a quelli che per varie ragioni presentano una risposta immunitaria scarsa alle varie sollecitazioni esterne è preferibile somministrare un particolare tipo di vaccino definito “adiuvato”. Questo tipo di vaccino presenta sostanze in grado di potenziare la risposta del sistema immunitario alla vaccinazione, rendendola più efficace.

Cosa sapere sul vaccino antinfluenzale 2016

Il vaccino antinfluenzale 2016 non dovrebbe essere somministrato a coloro che presentano intolleranze alle proteine dell’uovo o a uno dei diversi elementi che concorrono alla sua composizione: per avere informazioni approfondite in merito è necessario rivolgersi al proprio medico curante o ai dipartimenti di prevenzione delle ASL.
Il vaccino antinfluenzale, come ogni anno, è gratuito per tutti coloro che abbiano compiuto più di 65 anni, per i bambini che abbiano già compiuto 6 mesi, per le donne che stanno affrontando il secondo o il terzo trimestre di gravidanza, per chi presenta patologie croniche a carico dell’apparato cardiovascolare e respiratorio, per i diabetici.