Contrordine, i videogiochi non fanno poi così male ai bimbi

I videogiochi fanno male a bambini e ragazzi? Sì, ma solo se utilizzati per più di tre ore al  giorno.  L’uso moderato, anzi, ha effetti positivi e benefici

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Non c’è mamma  al  mondo che non si disperi nel  vedere i propri  figli ore e ore davanti ai videogiochi, quasi ipnotizzati dalle immagini sempre più accattivanti e fedeli al reale provenienti da schermi collegati a consolle,  o magari direttamente su iphone e tablet.  Bene, tutte le mamme del  mondo fanno bene a disperarsi,  ma solo se i piccoli sono incollati al joystick – anzi, al joypad – da più di tre ore.

È quanto affermano  i ricercatori di una delle università più prestigiose del pianeta, quella  di Oxford,  che hanno  condotto uno studio su 5.000 ragazzi inglesi di età compresa  tra i dieci e i quindici anni. Bene, i risultati – pubblicati su una autorevole  rivista del settore: “Pediatrics” – sono  sorprendenti: gli effetti legati all’uso dei videogiochi, infatti, non sono sempre negativi. Se usati con moderazione, addirittura possono essere benefici.

Metà dei ragazzi su cui  è  stato condotto lo studio sono maschi, l’altra metà femmine. A tutti è stato chiesto di compilare dei questionari riguardanti il tempo libero e l’eventuale uso di videogames. Tutti, poi, sono stati sottoposti a test psicologici e invitati a rispondere ad alcune domande sul proprio stato di benessere. Lo scopo della ricerca era quello di chiarire gli effetti dei videogiochi sui ragazzi. La prima conclusione a cui sono giunti gli studiosi di Oxford, è che moltissimi ragazzi perdono ore e ore ogni giorni davanti alla consolle.

Tra questi, chi si dedica al  gioco per meno di un’ora al giorno ha sviluppato una serie di caratteristiche positive rispetto agli altri come socievolezza, buonumore, facilità ed attitudine a stringere amicizia con gli altri, minore propensione a fenomeni di deficit di attenzione o iperattività. Il saldo tra effetti positivi e negativi dei videogiochi resta attivo fino alle  tre ore quotidiane dedicate a questa attività: solo a partire da questa soglia il gioco fa più male che bene. Ma quali videogames sono maggiormente adatti ai nostri piccoli? Gli studiosi di Oxford hanno una risposta anche per questa domanda: i giochi di azione.

Naturalmente, anche il ruolo di familiari ed amici è importante. Anzi – sottolineano  i cattedratici oxfordiani – i fattori più importanti per il benessere e la serenità dei bambini restano in primo luogo una famiglia solida e presente, in secondo  luogo amici con cui scambiare esperienze e avventure.