Controindicazioni del kodo

I rischi di un consumo sregolato

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Ribattezzato “il cereale del futuro”, il miglio kodo comporta vari benefici per l’organismo in quanto assolutamente privo di glutine e ricco di vitamine, proteine e fibre. Baluardo dell’alimentazione vegetariana e vegana e ingrediente di varie diete contro l’obesità, può allo stesso tempo provocare effetti negativi se consumato in quantità eccessive e troppo di frequente. Mentre in Asia e Africa è un alimento considerato “normale” e mangiato abitualmente, in Europa è ancora semi-sconosciuto: si è quindi in tempo per conoscere le controindicazioni del kodo e comportarsi di conseguenza.

Il pericolo maggiore

Mangiare miglio kodo ogni tanto, giusto per sentirsi un po’ più esotici, non ha alcuna ripercussione sulla salute: il pericolo deriva dal consumo esagerato, per quelle persone che decidono di sostituire cereali come grano e riso con questa particolare varietà. Il rischio principale è quello di causare carenze e deficienze nutrizionali, dovute al fatto che il miglio kodo è un cibo povero: opponendosi al metabolismo dello iodio, che sintetizza gli ormoni tiroidei, può causare un ingrossamento della tiroide (detto in gergo medico gozzo). Inoltre, la carenza di iodio può danneggiare lo sviluppo cognitivo dei bambini, causare aborti spontanei a donne in gravidanza e deficit cerebrali negli adulti.

Il perchè delle controindicazioni del kodo

Come mai accade questo? I potenziali effetti negativi del cereale dipendono dalla presenza di goitrogeni: sostanze antinutrienti che possono comportare, come si è detto, un aumento delle dimensioni della tiroide ma anche una riduzione (ipotiroidismo). Mentre con i vegetali cruciferi i goitrogeni vengono ridotti dalla cottura, con il miglio accade il contrario: per questo è importante mantenere un consumo moderato, soprattutto di pane a base di kodo. L’ipotiroidismo può generare perdita dei capelli, mani e piedi freddi, aumento di peso e affaticamento: non c’è da scherzare con una condizione così delicata!