Come coltivare l’aglione in orto

I segreti della coltivazione di un prodotto tradizionale della Val di Chiana

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Come coltivare l’aglione in orto? Tutte le conoscenze su questo ortaggio poco diffuse vengono tramandate dagli agricoltori toscani che hanno affinato nel tempo le tecniche per ottenere i bulbi migliori.

Come coltivare l’aglione in orto: caratteristiche del terreno

Il terreno ottimale per la coltura dell’aglione è sabbioso, senza ristagni d’acqua, sciolto in superficie e umido in profondità. E’ importante che prima della semina vera e propria il terreno venga smosso accuratamente. La cosiddetta “messa a dimora”, ovvero la semina dei bulbilli, va effettuata a partire da Ottobre fino a Dicembre. I bulbilli vanno sotterrati verticalmente ad una distanza di 5/10 centimetri dalla superficie ed è opportuno mantenere una certa distanza tra di essi: dai 30 ai 45 ccentimetri, in maniera da assicurare alla pianta spazio a sufficienza per sviluppare gli ingombranti bulbi di aglione e soprattutto da evitare che tra le foglie si sviluppino funghi in grado di danneggiare la coltura.
Le erbe infestanti danneggiano la pianta di aglione, quindi è importante rimuoverle e zappare il terreno almeno due volte da Febbraio in poi.

La raccolta deve avvenire nei mesi estivi e non oltre Luglio, appena le foglie cominciano ad ingiallire. E’ importante inoltre tagliare l’infiorescenza della pianta non appena comincia a spuntare, in maniera da non sottrarre ai bulbi sostanze nutritive. I bulbi raccolti vanno conservati in un luogo assolutamente buio e fresco, nonché ventilato, per impedire che marciscano.

Annaffiatura e concimazione

L’aglione non necessita di essere annaffiato: esattamente come l’aglio ricava dalle piogge tutti i nutrienti che sono necessari alla sua crescita. Soltanto se coltivato in regioni a clima temperato o caldo è necessario bagnare il terreno nei mesi di Maggio e Giugno, ovvero nel momento in cui i bulbi cominciano ad ingrossarsi. Quando le foglie cominceranno a piegarsi verso il terreno sarà il momento di cessare l’irrigazione per evitare di far marcire i bulbi. Allo stesso fine le piante vanno concimate soltanto con concimi minerali e mai organici, che aumentano il rischio di marcescenza delle radici.