Chi regola l’orologio dell’Apocalisse? Ora segna 85 secondi alla mezzanotte: il rischio catastrofe è reale e mai così vicino.
Cosa sta succedendo nel mondo se un gruppo di scienziati afferma che ci restano solo 85 secondi prima della fine simbolica dell’umanità? Non si tratta di una profezia mistica, ma di un calcolo ben preciso. L’orologio dell’Apocalisse, uno dei simboli più potenti del rischio globale, è stato spostato ancora più vicino alla mezzanotte. Ma chi prende davvero queste decisioni? E quanto siamo vicini al punto di non ritorno?

Chi regola davvero l’orologio dell’Apocalisse
L’orologio dell’Apocalisse è controllato dal Bulletin of the Atomic Scientists, un’organizzazione fondata nel 1945 da Albert Einstein, J. Robert Oppenheimer e altri scienziati dell’Università di Chicago, che avevano partecipato alla creazione delle prime armi atomiche nel Progetto Manhattan. Questi esperti, preoccupati dalle conseguenze delle tecnologie nucleari, hanno creato l’orologio come simbolo del pericolo esistenziale per l’umanità.
A decidere lo spostamento delle lancette sono scienziati ed esperti di fama internazionale, che analizzano la situazione geopolitica e scientifica globale. Le minacce valutate includono armi nucleari, biotecnologie, cambiamento climatico, disinformazione e intelligenza artificiale. Il loro scopo è sensibilizzare l’opinione pubblica e i governi sul livello di rischio globale.
Perché ora segna 85 secondi alla mezzanotte: il punto più vicino alla catastrofe
Nel 2026, il Bulletin of the Atomic Scientists ha annunciato che le lancette dell’orologio sono state portate a 85 secondi dalla mezzanotte, un nuovo record negativo. Solo un anno fa erano ferme a 89 secondi, ma il peggioramento delle tensioni internazionali e il collasso della cooperazione globale hanno spinto il team ad avvicinare ancora di più l’orario simbolico della catastrofe.
Come spiegano gli scienziati, “un anno fa, avevamo lanciato l’allarme: il mondo era pericolosamente vicino a un disastro globale e qualsiasi ritardo nell’inversione di rotta avrebbe aumentato la probabilità di una catastrofe“. Ma invece di agire, “Russia, Cina, Stati Uniti e altri grandi Paesi sono diventati sempre più aggressivi, antagonisti e nazionalisti“.