Ha reso onore alla categoria degli infermieri col suo operato, che considerava una vocazione religiosa. Ecco chi era Florence Nightingale.

Il 12 maggio di ogni anno si celebra la Giornata internazionale delle infermiere e degli infermieri. La data non è frutto del caso: il 12 maggio del 1820 nacque Florence Nightingale. In occasione dei 201 anni dall’anniversario, Google le ha dedicato un doodle (immagine inserita al posto del logo del motore di ricerca, in caso di personaggi da ricordare o speciali ricorrenze).

La sua storia, che si mischia a quella con la “s” maiuscola, è così riemersa alle cronache. Considerata la fondatrice dell’assistenza infermieristica per come la intendiamo oggi, ebbe l’intuizione di applicare il rigoroso metodo scientifico, mediante la statistica. Inoltre, fu sua la proposta di organizzare gli ospedali da campo. Queste sono comunque le informazioni base, probabilmente le più importanti, ma non le uniche meritevoli di attenzione. Andiamo, dunque, a conoscerla meglio, anche attraverso alcune curiosità, in grado di definirne la persona e la personalità. 

Chi era Florence Nightingale e dove viveva?

Florence Nightingale è nata il 12 maggio 1820, sotto il segno del Toro, a Firenze (da cui il nome), in quel di Villa Colombaia. La famiglia di origine – normalmente residente nel Buckinghamshire – era parecchio benestante e parte dell’élite borghese britannica: il nonno materno era un abolizionista, mentre il padre, William Edward, un pioniere dell’epidemiologia. 

Pur non avendo una formazione di tipo medico-infermieristica, Florence riconobbe ben presto le carenze della professione infermieristica com’era esercitata all’epoca. Già nel dicembre 1844, a soli 24 anni, divenne la promotrice principale per un progresso nei trattamenti di cura negli ambulatori per le persone meno abbienti. Qualche anno più avanti, nel 1850, soggiornò per un periodo a Kaiserswerth, un ospedale fondato da Theodor Fliedner. Gestita da un gruppo di diaconesse luterane, rimase parecchio colpita dagli elevati standard qualitativi garantiti nelle cure mediche fornite. 

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Florence Nightingale
Fonte foto: https://it.wikipedia.org/wiki/Florence_Nightingale#/media/File:Florence_Nightingale_(H_Hering_NPG_x82368).jpg

Sovrintendente per poco più di un anno all’Institute for the Care of Gentlewomen di Londra, prese una grossa decisione durante la guerra di Crimea. Poiché la stampa riportava notizie delle pessime condizioni in cui i feriti venivano curati, il 21 ottobre 1854 partì, insieme a collaboratrici fidate, verso Scutari. All’ospedale militare allestito nella caserma, riscontrò personalmente la grave situazione. 

Solo al ritorno in patria, e all’intervento di una commissione sanitaria inviata dall’Inghilterra, comprese l’importanza di due fattori: la ventilazione e il sistema fognario. Di conseguenza, individuò cinque requisiti fondamentali che un ambiente deve possedere per essere salubre: acqua pura, aria pulita, luce, pulizia sistema fognario efficiente all’altezza.

Su invito della Regina Vittoria accettò di assolvere a una funzione centrale nella costituzione della Royal Commission on the Health of the Army. In quanto donna, non poteva farne direttamente parte, ma redisse il Rapporto Finale della Commissione. Non da meno, contribuì in misura determinante alla successiva attuazione delle raccomandazioni finali. Il documento, composto da oltre mille pagine, rivoluzionò la sanità militare: fu costruito l’Army Medical College e parecchi ospedali, soprattutto bellici, vennero edificati seguendo le sue istruzioni. 

Nel 1859 Florence Nightingale investì le 45 mila sterline a disposizione per aprire la Training School presso il St. Thoma’s Hospital di Londra. Un anno dopo pubblicò Notes on Nursing, ancora oggi considerato una classica introduzione alla professione. Lungo i decenni successivi si dedicò all’attività di consulenza e all’osservazione critica per la sanità britannica. Confinata a letto dal 1896, morì nella sua stanza il 13 agosto 1910 a Londra, dove trascorse la maggior parte della sua vita. 

Florence Nightingale: la vita privata

Oltre che per aver introdotto un approccio innovativo alla cura dei malati, Florence Nightingale è ricordata pure per essere stata una donna anticonformista. Cresciuta in una famiglia britannica altolocata – dove le figlie femmine erano destinate a sposarsi e a prendersi cura dei figli e della casa – ricevette un’istruzione completa dal padre e decise di non convolare mai a nozze.

Rifiutò, 17enne, la proposta di matrimonio del poeta e politico Richard Monckton Milnes, che la corteggiò per nove anni, e probabilmente fece lo stesso pure con altri uomini, compreso l’accademico Benjamin Jowett. Ebbe amicizie durature e intense come quelle con Mary Clarke, una scrittrice britannica di 27 anni più grande di lei esperta di storia dei diritti delle donne. In un articolo pubblicato su Il Post, si legge che, stando ad alcuni allievi, rimase casta tutta la vita; un’ipotesi parzialmente spiegabile col fatto che parlò sempre del suo lavoro come di una vocazione religiosa

Florence Nightingale: altre 6 cose da sapere

– Ricevette il soprannome de La signora con la lampada per un articolo del Times, che ne lodava l’abnegazione.

– È nota per l’analisi statistica delle condizioni sanitarie nell’India rurale, che condusse allo sviluppo del sistema sanitario nazionale. 

– Aveva una sorella maggiore, Parthenope. I genitori la chiamarono così perché nata a Napoli (lo stesso motivo per cui optarono, nel suo caso, a favore di Florence).

– Nel 1912 il Comitato Internazionale della Croce Rossa ha istituito la Florence Nightingale Medal. L’onorificenza internazionale civile e militare viene assegnata con periodicità biennale alle infermiere (e dal 1991 anche gli infermieri) che abbiano prestato un servizio eccezionale. 

– Sia a Firenze, nella Basilica di Santa Croce, che a Londra, a Waterloo Place, si trova una statua in suo onore. 

– È stata rappresentata diverse volte sul piccolo e il grande schermo. In un episodio della serie Victoria, l’attrice Laura Morgan la interpreta in una scena assieme alla regina (Jenna Coleman), discutendo dell’epidemia di colera diffusasi a Soho. 


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