Che cos’è il tè matcha

Principali caratteristiche e proprietà

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Protagonista della tipica cerimonia del tè orientale, il tè matcha o maccha è originario della Cina ma coltivato anche in Giappone. Già nell’antichità, le sue foglie venivano cotte al vapore e pressate fino a ottenere una polvere. Questa polvere veniva poi messa a bollire, aggiungendo sale. Ma i benefici di questo tè verde persistono ancora oggi, dato che è ricco di vitamine, sali minerali e betacarotene. Prima di tutto scopriamone i tipi esistenti e i metodi di utilizzo, e vediamo poi quali proprietà benefiche nasconde.

Varietà del tè matcha

Ne esistono precisamente due tipi: il koicha (spesso) da piante che hanno più di trent’anni, e l’usucha (sottile) da piante che hanno meno di trent’anni. Oltre al tipico utilizzo che permette di berlo, il tè matcha viene usato come spezia o colorante naturale, per esempio nel gelato. Inoltre, è ingrediente di tanti dessert orientali tra cui torte, biscotti, cioccolatini, muffin e frappè. Viene fatto crescere al riparo dal sole e le foglie vengono raccolte a mano prima di essere polverizzate. Proprio per questo, è un prodotto altamente pregiato.

I benefici più importanti

Che cosa contiene esattamente questo tè? Vitamina B1, B2 e C, ma anche betacarotene, sali minerali, caffeina e polifenoli. Ciò significa che aumenta il livello di attenzione. Visto che contiene anche antiossidanti, il tè matcha è inoltre un rimedio contro l’invecchiamento, con effetto disintossicante e drenante. Previene le scottature provocate dal sole e protegge l’epidermide dai raggi ultravioletti. Ma non finisce qui: può curare malattie di origine nervosa o infiammatoria che interessano la digestione, e combatte l’iperacidità gastrica e le patologie del fegato. Previene infarti e colpi apoplettici, e tiene a bada il diabete e l’ipertensione. Infine, riduce la sensazione di fame e ha un effetto diuretico: l’ideale per chi vuole provare a perdere peso.