La battaglia al botteghino l’ha già vinta Apes Revolution, il Pianeta delle Scimmie

Apes Revolution, il film fantasy che tratta di una guerra fra uomini e scimmie, sta incassando cifre eccezionali da subito. A breve sarà anche in Italia.

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Negli Stati Uniti addirittura sta facendo meglio di Transformers 4, il film cult che ha sbancato il botteghino e polverizzato tutti i record di spettatori. In Italia sbarcherà tra qualche giorno, il 30 luglio per la precisione, preceduto da una campagna pubblicitaria mirata e battente.

Apes Revolution – Il Pianeta delle Scimmie, è il terzo film ‘moderno’ della saga dedicata all’affermazione dei primati sull’uomo, il cui primo capitolo risale addirittura al 1968. Per la verità quello affidato alla regia di Matt Reeves tecnicamente è un sequel del prequel, visto che è la prosecuzione de L’alba del pianeta delle scimmie, girato nel 2011 per la regia di Rupert Wyatt.

Alla fine di quella pellicola, un gruppo nutrito di scimmie geneticamente evolute grazie all’assunzione di un siero nocivo per gli umani si rifugia nelle foreste che circondano San Francisco. Dieci anni dopo, in un mondo devastato dalla distruzione e dove l’umanità è stata più che dimezzata dal morbo, uomini e scimmie convivono prima della definitiva affermazione di Cesare e della sua comunità, ormai planetaria, di primati.

“Sappiamo come andrà a finire”, racconta Wyatt. “Però ci piaceva l’idea di esplorare il territorio e il momento in cui uomini e scimmie convivono”.

Una sostanziale novità rispetto agli altri capitoli della saga è che stavolta non sono solo gli umani i ‘cattivi’ della situazione e le scimmie, in fondo, non sono tanto migliori dei loro ex aguzzini. Una sorta di rivoluzione culturale spiegata nel dettaglio da Andy Serkis, l’attore che interpreta Cesare, il leader della rivolta:

“Non ci sono uomini cattivi e scimmie buone, né il contrario. Ed è così per ogni forma di conflitto. Non c’è mai il bianco e il nero, ci sono tante sfumature di grigio”.

Ma come fanno le scimmie a prendere progressivamente il sopravvento su quel che resta dell’umanità? Cesare e la sua comunità hanno fondato un villaggio sulle macerie di San Francisco. La loro quiete viene turbata quando Malcolm (interpretato da Jason Clarke) e il suo gruppo di uomini si avventura nella foresta per riattivare una diga e restituire energia alla città. Dopo un periodo di iniziale convivenza, scoppierà la guerra ed a vincere saranno le scimmie, altrimenti – battuta scontata – la saga si sarebbe chiamata Il Pianeta degli Uomini.

Nel cast anche Gary Oldman e Kerry Russell, ma è la straordinarietà degli effetti scenici garantiti dalla motion capture ad assicurare capacità espressiva e di sentimenti alle scimmie intelligenti. Merito di un lavoro immane che ha visto coinvolti oltre 800 addetti agli effetti speciali. Alcuni attori che interpretano le scimmie hanno frequentato per mesi gli zoo per imparare atteggiamenti e caratteristiche di ogni specie: aggressivi i gorilla, più dinamici gli scimpanzè, lenti e riflessivi gli oranghi.

Facile immaginare che la pellicola tanto ben accolta negli States sbanchi anche da noi.