22 Dicembre: la Costituzione Italiana compie 69 anni

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22 Dicembre: la Costituzione Italiana compie 69 anni. Promulgata nel 1947 dopo essere stata elaborata dall’Assemblea Costituente, fu espressione di tutte le forze politiche del dopoguerra.

Quando entrò in vigore la Costituzione Italiana?

L’Assemblea Costituente, a cui fu affidato il compito di traghettare l’Italia dallo Statuto Albertino a un nuovo ordinamento costituzionale, venne eletta con lo storico referendum del 2 Giugno 1946 con il quale si chiamavano gli Italiani non soltanto ad esprimere la propria preferenza tra ordinamento costituzionale e repubblicano, ma anche a scegliere coloro che avrebbero formato, appunto, l’Assemblea Costituente.
Quel referendum fu il primo a vedere applicato in Italia il Suffragio Universale.

La Costituente venne sciolta il 31 Gennaio 1948, quasi un anno dopo il previsto termine dei lavori: la Costituzione era stata approvata il 22 Dicembre con 458 voti a favore e 62 contrari.
La Costituzione fu promulgata il 27 Dicembre del 1947 ma entrò in vigore il 1 Gennaio 1948.

22 Dicembre: la Costituzione Italiana e i principi della sua formulazione

La costituzione Italiana si compone di 139 articoli. Alcuni dei principi basilari a cui si ispira sono: il principio personalista, con il quale si riconoscono i diritti inviolabili dell’uomo definiti dalla dichiarazione universale dei diritti umani; il principio di uguaglianza assicura che tutti i cittadini italiani, quale che sia il loro sesso, la loro religione, il loro schieramento politico e le loro condizioni sociali ed economiche, godono davanti alla legge degli stessi diritti e sono tenuti ad assolvere agli stessi doveri; il principio di laicità che slega lo Stato da qualsiasi specifica manifestazione religiosa, ognuna delle quali ha davanti ad esso pari dignità rispetto a tutte le altre; secondo il principio pluralista la Repubblica Italiana tutelerà la molteplicità e la diversità delle formazioni sociali, che siano minoranze linguistiche, confessioni religiose, organizzazioni sindacali e politiche; il principio pacifista postula che la Repubblica Italiana ripudia la guerra come strumento lesivo della libertà di altri popoli e come mezzo per risolvere controversie internazionali.