La piccola Cluny italiana

Visitare San Benedetto Po per immergersi nell’atmosfera mistica e operosa dell’abbazia benedettina con i suoi tesori artistici.

Il nome e la storia

Il nome del borgo deriva dal monastero benedettino che anticamente sorgeva sull’isola tra i fiumi Po e Lirone. Il nome originario infatti era San Benedetto in Polirone che però venne naturalmente modificato quando il grande fiume Lirone scomparve dalla carte geografiche.
Il monastero, fondato nel 1007 da un avo della Contessa di Canossa, viene gemellato con il monastero borgognone di Cluny, il cui abate aveva il diritto di nominare l’abate di Polirone. Questa stretta connessione con la regola benedettina francese diede grande slancio alla produzione artistica che trovò luogo tra le mura del monastero italiano. Vennero prodotte molte e pregevoli miniature, furono acquistate terre e costruite chiese al fine di trasformare San Benedetto in Polirone in una Cluny italiana. I monaci si arricchiscono, pretendendo dai fittavoli delle loro terre un terzo del raccolto.
Nei secoli soggiornarono a San Benedetto intellettuali di levatura internazionale come Martin Lutero, Giorgio Vasari, Torquato Tasso e altri.
L’epoca d’oro terminerà a seguito dell’inondazione secentesca del Po e delle guerre portate fino a Mantova dagli eserciti stranieri. Il monastero fu chiuso nel 1797 per volontà di Napoleone Bonaparte e il suo grande patrimonio intellettuale si disperse. Una parte di esso ancora sopravvive nella Biblioteca Comunale di Mantova.

Visitare San Benedetto Po e la sua basilica abbaziale

La Basilica fu edificata su disegno di Giulio Romano alla metà del Cinquecento, partendo dalla preesistente strutta romanica e gotica e integrando i suoi elementi nel nuovo corpo architettonico con soluzioni armoniche. Ben 32 statue di santi occupano le navate e gli ingressi delle cappelle laterali e tra il transetto e la sagrestia si può ammirare la tomba di Matilde di Canossa costituita da un sarcofago in alabastro che però è vuoto. Le spoglie mortali di Matilde furono traslate infatti a metà del Seicento in San Pietro a Roma.
Nei pressi della chiesa abbaziale si trova l’Oratorio di Santa Maria edificato secondo lo schema dell’Oratorio di Santa Maria di Cluny nel 1130. Qui di fronte all’altare si può ammirare il mosaico con le quattro Virtù Cardinali, sotto il quale si ipotizza che fossero sepolte in un primo momento le spoglie di Matilde.
Uno dei punti di maggiore interesse culturale del borgo è il Museo Civico Paroliniano, un museo etnografico tra i più grandi d’Italia. Accoglie numerosissime testimonianze legate alla vita e ai mestieri svolti da chi abitava nei pressi del Po, prodotti dell’artigianato locale e quelli legati alla devozione popolare.

Fonte immagine di copertina: Wikipedia


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