Visitare la Baia di Ieranto

La Baia di Ieranto, un’area fantastica davanti ai faraglioni di Capri. Ecco come visitare questo luogo straordinario protetto dal FAI.   

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La Baia di Ieranto è un luogo magico situato in provincia di Napoli. Scopriamo di più su questo fiore all’occhiello del turismo campano.

La Baia 

La Baia di Ieranto è un’area incontaminata situata di fronte ai Faraglioni di Capri, facente parte dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella. Sia la Baia che il promontorio di Punta Campanella sono luoghi di straordinaria bellezza, costituiti da scogli, calette, spiagge e grotte circondate dalla natura incontaminata. L’area è stata donata al FAI nel 1986. Secondo una leggenda, le acque limpide della Baia di Ieranto ospiterebbero le Sirene che hanno cantato ad Ulisse e stregato i suoi marinai durante il viaggio di ritorno verso Itaca.

Come arrivare

La Baia di Ieranto si trova a Massa Lubrense (Napoli). Le indicazioni per raggiungerla sono le seguenti:

In macchina – Prendere l’A3 (Napoli-Salerno) e uscire a Castellamare di Stabia, in direzione Sorrento-Massa Lubrense. Continuare per Nerano, dove andrà lasciata l’auto. Da qui il sito è raggiungibile soltanto a piedi percorrendo un sentiero di media difficoltà. Il tempo necessario per arrivare è stimato in circa 40 minuti.

In autobus – da Sorrento, prendere la linea Sorrento – Marina del Cantone e scendere alla fermata Nerano.

Informazioni e orari

Il Bene è aperto tutti i giorni, dall’alba ad un’ora prima del tramonto. L’ingresso ai sentieri è libero e gratuito. Si segnala una difficoltà di fruizione della visita per persone con problemi di deambulazione.

È possibile prenotare una visita guidata, della durata di 1-2 ore, che consente di approfondire tutti gli aspetti culturali, archeologici, paesaggistici e naturalistici del sito. Per prenotazioni telefonare al numero 335 8410253.

Per contattare il Bene si può telefonare al numero 335 8410253Per ulteriori informazioni visitare il sito http://www.visitfai.it/baiadiieranto/

Fonte foto copertina: Wikipedia