Dopo 30 anni il vinile si prende la sua rivincita. Sono infatti aumentate le sue vendite mentre sono calate quelle del cd.

L’industria discografica è senza dubbio uno dei settori che ha subito più cambiamenti con l’avvento delle tecnologie digitali, il suo mercato è ormai dominato prevalentemente dallo streaming che copre circa l’80% del fatturato mentre quello del vinile rappresenta oggi l’11% di tutte le vendite di musica nel Paese ma secondo i dati Deloitte per FIMI, nel primo trimestre dell’anno 2021, le vendite del vinile hanno superato le vendite del cd con un dato che potremmo definire quasi storico perché non accadeva dal 1991.

La rivincita del vinile dopo 30 anni

Dopo 30 anni il vinile ha avuto la sua rivalsa. Secondo i dati Deloitte per FIMI e relativi al primo trimestre del 2021, il vinile è cresciuto del 121% rispetto allo stesso periodo del 2020 generando maggiori ricavi rispetto al cd, il quale ha segnato invece un calo del 6%. Nel complesso del primo trimestre ,il mercato italiano è cresciuto del 18,8% e continua a salire anche il ricavo degli abbonamenti ai servizi streaming, che sono infatti saliti del 37%.

vinile
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La storia del disco in vinile

Il disco in vinile, conosciuto anche come disco a microsolco è stato presentato la prima volta nel lontano 1948 per merito della Columbia Records negli Stati Uniti d’America. Il vinile nasceva come un’evoluzione del precedente disco a 78 giri e presentandosi con caratteristiche molto simili e realizzato in gommalacca.

Negli anni sessanta furono prodotti anche dischi quadrifonici in grado di separare i segnali su quattro canali, dando quasi l’impressione all’ascoltatore di essere circondato dal suono, dato che avevano in dotazione l’uso di due casse acustiche anteriori e due posteriori, ma questa tecnica non si rivelò affatto un successo dal punto di vista commerciale e probabilmente è da addebitare agli alti costi dell’apparecchio riproduttore.


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