L’atleta Marcell Jacobs si racconta a Silvia Toffanin dalla carriera professionale alla vita privata.

Per la prima volta, Verissimo ci accompagnerà anche di domenica. Primo ospite del salotto di Silvia Toffanin per questa nuova puntata è l’oro olimpico Marcell Jacobs.

Marcell inizia parlando delle sue giornate olimpiche, che gli hanno garantito la medaglia d’oro nei 100 metri piani e nella staffetta 4×100: l’atleta ha ammesso che la parte più difficile è stata abituarsi al fusorario. Giunti alla sfida però, è arrivata la parte più complicata: “Arrivati al campo c’era una tensione pazzesca, dopo il riscaldamento però te la godi proprio, senza pensare alle aspettative degli altri. Pensa che tu sei qui e fai quello che hai sempre fatto. Due ore dopo, alla finale, Jacobs ha raccontato “Ho guardato il mio allenatore e ho dato tutto quello che ho potuto. Sapevo che non avevo nulla da perdere, solo da guadagnare. Ho guardato la pista e, dentro di me, ho detto vinco!”

L’atleta, nonostante tutte le difficoltà, ha sempre mantenuto il sorriso: “Devi solo cercare di correre più veloce degli altri e portarti a casa questo sogno!”. So quanto sacrificio e dedizione ci ho messo per arrivare a quel momento”. In merito invece a coloro che hanno parlato di doping, l’atleta ha risposto così: “Non devo dimostrare nulla, so ciò che ho fatto per arrivare qui“. Jacobs ha speso belle parole anche riguardo al suo team della staffetta: “Siamo un gruppo unito: l’obiettivo era centrare la finale, ma può accadere qualsiasi cosa. Se lo sogni, puoi raggiungerlo. Vinciamo l’oro, quella è la nostra entrata!“:

Jacobs chiarisce anche alcuni punti in merito alla rivalità con Filippo Tortu: “La rivalità sportiva è normale, altrimenti non ci sarebbe stimolo per aiutarsi. Filippo è stata una grande spinta per la velocità in Italia. E’ una rivalità che sprona a far sempre di più” ha affermato.

In seguito, Silvia Toffanin ha toccato l’argomento del legame con l’amico e collega Gianmarco Tamberi: “Questo abbraccio significa tante cose: è un conforto tra di noi perchè sappiamo tutta la strada che abbiamo affrontato per arrivare qui. (…) Anche io (come Tamberi) ho avuto infortuni e non riuscivo a valorizzare l’atleta che ero. Siamo sul tetto del mondo quindi l’abbraccio è un volersi bene dopo tutto quello che abbiamo passato“. Il momento poi si è ripetuto: Tamberi è entrato in studio e ha stretto nuovamente in un caloroso abbraccio il suo collega, che ha subito affermato: “So la persona che è, abbiamo condiviso momenti anche extrasportivi, devo ringraziarlo per quello che ha fatto“.

Jacobs, inoltre, deve molto alla sua esperienza con la mental coach anche se, in un primo momento, ha ammesso di non esserne sicuro: “Non ero convinto di lavorare col mental coach perchè pensavo significasse tirar fuori qualcosa che non si vuole tirare fuori, ma ho pensato che non si può lasciar nulla al caso. Infatti ha iniziato a funzionare tutto!” Da questo percorso Jacobs ha capito tanto: “Ho capito che la testa vale quanto le gambe!

Si passa in rassegna l’argomento famiglia, partendo dalla mamma: ” Mamma ha cercato di non farmi mai mancare nulla, farmi vivere sereno e darmi tutto quello che poteva“. E’ lei che le ha insegnato a non arrendersi mai e per questo, l’atleta ammette di doverle molto. Il papà di Marcell invece è stato assente, tuttavia, l’uomo ha scelto di perdonarlo: “Prima del percorso con la mental couch non volevo sapere nulla. Lei vedeva che quando correvo c’era qualcosa che mi bloccava e dovevo cercare di abbattere un muro che mi impediva di raggiungere molti risultati. All’inizio, egoisticamente, l’ho cercato dal nulla. Ora non c’è più il muro che c’era prima, è giusto dare una seconda possibilità a chi ti ha messo al mondo.

Infine, Jacobs parla della sua famiglia: “Ho tre figli, il primo avuto presto e non sono stato molto presente, forse per la giovane età. Con gli altri due credo di essere un buon padre.” Del suo rapporto con l’amata compagna Nicole Daza, l’atleta ha dichiarato “Abbiamo fatto il primo anno a distanza, mettendo le basi della fiducia. Dopo un anno abbiamo deciso di trasferirci a Roma. Lei ha interrotto il contratto di lavoro per venire con me. Non le ho ancora fatto la proposta, ma la data è il 17 settembre 2022, giorno del suo compleanno”.

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ultimo aggiornamento: 19-09-2021


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