Attraverso una circolare, il ministero della Salute ha dettato le linee guida per chi è positivo al vaiolo delle scimmie e per i contatti stretti.

Sale l’attenzione, anche in Italia, per l’emergenza sanitaria legata al vaiolo delle scimmie. Con una circolare il ministero della Salute ha dettato le linee guida per gli operatori sanitari ma anche per chi è risultato positivo o chi ha avuto contatti con una persona contagiata dal virus. Al momento non si parla ancora di vaccinazione di massa, ma è necessario prestare la massima attenzione per cercare di non rendere difficile il controllo della diffusione di questa malattia.

Vaiolo delle scimmie: cosa deve fare chi è positivo

Stando a quanto riferito nella circolare del ministero, un caso accertato di vaiolo delle scimmie può non recarsi in ospedale, ma deve restare a casa totalmente isolato. Non deve condividere con i coinquilini oggetti di uso comune, come piatti e bicchieri. Deve inoltre evitare il contatto con persone a rischio, provvedere a un’accurata igiene delle mani e delle vie respiratorie e utilizzare una mascherina chirurgica in caso di contatto con altre persone.

vaiolo scimmie
vaiolo scimmie

Necessario, poi, evitare ogni tipo di contatto con animali da compagnia, ed evitare di lasciare la propria dimora, se non per recarsi a una visita medica, ma indossando obbligatoriamente la mascherina e coprendo l’eruzione cutanea. Non è possibile, infine, dedicarsi all’attività sessuale fino alla caduta delle croste.

Le indicazioni per i contatti stretti

Alcune misure devono essere adottate, ovviamente, anche da chi ha avuto un contatto stretto con un positivo al vaiolo delle scimmie. Se il contatto è stato a basso rischio, l’unica indicazione è praticare un’attenta igiene delle mani e delle vie respiratorie, monitorando i possibili sintomi compatibili con la malattia per ventuno giorni dopo il contatto.

Quando invece il contatto è stato stretto, bisogna non solo monitorare i sintomi, ma anche praticare l’astinenza sessuale per 21 giorni, evitare ogni contatto con soggetti deboli, bambini sotto i dodici anni, donne in gravidanza e animali domestici. Sconsigliato, in questo caso, donare il sangue, cellule, tessuti, organi o altro. Tuttavia, se il soggetto esposto risulta asintomatico, può continuare le attività quotidiane di routine.

Operatori sanitari e vaccini

La circolare del ministero regola poi anche il comportamento degli operatori sanitari che entrano in contatto con casi sospetti o accertati di vaiolo delle scimmie. Per loro sono previste solo le precauzioni standard e l’isolamento tempestivo dei casi sospetti. Si specifica però che vengono considerati contatti stretti tutti gli operatori sanitari che abbiano avuto un contatto prolungato con positivi (faccia a faccia maggiore di tre ore a meno di due metri di distanza), contatti senza adeguati dispositivi di protezione, chi ha riportato una ferita da taglio o è estato esposto a fluidi corporei del paziente.

Per quanto riguarda il trattamento della malattia, nella circolare si suggeriscono contromisure di tipo medico farmacologico, che possono includere anche antivirali. Per quanto riguarda la vaccinazione con i farmaci ad oggi disponibili, non è necessaria per il momento una campagna di massa. Tuttavia, è raccomandata la vaccinazione per i contatti dei positivi, idealmente entro quattro giorni dalla prima esposizione al contagio.

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Ultimo aggiornamento: 04-08-2022


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