Tintura madre di propoli

Come si prepara e a che scopo

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La propoli si può assumere in tanti modi: liquida, come sciroppo, pomata, unguento, spray ma anche in pastiglie e capsule. Si tratta di una resina trattata dalle api per proteggere l’alveare dai batteri, e una volta assunta dall’organismo umano ha la stessa azione benefica. E una delle forme che può assumere è la tintura madre di propoli. Questa soluzione idroalcolica ha proprietà cicatrizzanti, antiossidanti, immunostimolanti, anestetiche e antinfiammatorie: un antibiotico naturale a tutti gli effetti.

Componenti della tintura madre di propoli

La tintura è composta da flavonoidi, vitamina C, vitamina E, vitamine del gruppo B e PP. Inoltre contiene l’antibiotico naturale chiamato galangina, che ha una funzione antibatterica. Ovviamente mantiene anche i componenti della propoli stessa, quindi resine e balsami, oli essenziali, polline, materiale organico e minerale. Si consiglia di utilizzarla con un dosaggio tra le 5 e le 30 gocce per volta, per due o tre volte al giorno. Altrimenti si può usare per gargarismi e sciacqui contro afte, gengiviti, piorrea, stomatiti e altre infiammazioni orali. La tintura madre combatte anche tosse, mal di gola e in generale disturbi dell’apparato respiratorio. Contrasta inoltre funghi e virus di pelle e mucose, come herpes simplex, dermatiti, psoriasi, eczemi, ustioni, punture di insetti e ferite.

Come si prepara

Come abbiamo detto, la tintura madre di propoli è una soluzione idroalcolica. Questo significa che si ottiene macerando a freddo la propoli in un solvente idroalcolico. Il consiglio ovviamente è di comprarla già pronta e assumerla o direttamente, o versando le gocce sui cibi o nelle bevande. Si possono versare per esempio nel té, nel latte o nell’acqua calda. Oppure, su una zolletta di zucchero. L’azione sarà la stessa di un antibiotico ad ampio spettro: grazie a flavonoidi e vitamina C, allevierà sintomi influenzali ma anche difficoltà digestive e fragilità capillare.