Per Tiffany sono iniziati i preparativi per l’apertura dello storico flagship di New York, a partire dall’acquisto di un diamante da 80 carati.

I grandi ritorni vanno progettati con amore e passione, e soprattutto guardando al futuro senza dimenticare la grandezza del passato. Ed è proprio sotto questo auspicio che Tiffany per la riapertura nel 2022 del famoso flagship di New York parte dall’acquisto di un diamante da 80 carati per una storica collana. Non si tratta quindi di un acquisto qualsiasi, ma mirato a valorizzare nuovamente e nel presente una collana che per il marchio ha un significato speciale.

Tiffany e la collana dell’Esposizione Universale del 1939

Dal 2022 ricordare il 1939 il passo sarò breve, perché in occasione della riapertura del flagship di Fifth Avenue rimesso a nuovo, ad inaugurare il negozio ci sarà la storica collana presentata all’Esposizione Universale di quell’anno.

La collana di diamanti porterà quindi come sua pietra preziosa caratterizzante un diamante di 80 carati al posto della famosa pietra di acquamarina. Un diamante che attualmente è il più grande mai proposto da Tiffany, dopo il Tiffany Diamond che non è in vendita.

Una decisione che mostra come il marchio pur se al passo con i tempi, si senta sempre fortemente ancorato al suo passato e alle sue origini: “La nuova collana riflette perfettamente la nostra tradizione di gioielliere di lusso di New York, il cui fondatore era noto come il ‘Re dei Diamanti“, ha spiegato Victoria Reynolds, a capo del settore gemmologico di Tiffany &Co.

Collana di diamanti Tiffany: quando si potrà ammirare

La presentazione della collana storica del 1939 in questa nuova versione impreziosita dal diamante di 80 carati sarà in occasione dell’apertura del flagship di New York, che è stato protagonista della ristrutturazione dei locali. Al momento non è stata ancora comunicata una data, ma sarà sicuramente nel prossimo anno.

La collana quindi entrerà nella storia esattamente come quella di un secolo fa, insieme al diamante proveniente dal Botswana in Africa, grado di purezza IF, colore D, un ovale di oltre 80 carati che è anche il segno distintivo dell’approccio di Tiffany alla tracciabilità dei diamanti. Una politica che l’azienda ha sposato come prima del settore.


Belen e la sua passione “costosa” per Hermés: quanto costa la nuova Birkin?

La borsa? Sostenibile, come quella Kipling fatta con le bottiglie di Coca-Cola