Terza dose vaccino Covid: i dati scientifici spiegano a cosa serve la terza dose del siero Pfizer, che in Italia verrà data prima ai più fragili.

A grandi passi si sta arrivando alla terza dose del vaccino anti-Covid. Dopo mesi di discussioni, è ormai certo che in Italia la campagna partirà entro pochi giorni, seguendo un ordine simile a quello delle prime due dosi. Si partirà anche stavolta dai più fragili, in particolare trapiantati e immunodepressi. Più avanti verranno messe in calendaroi altre categorie target. Lo spiega la circolare del ministero della Salute diffusa per dare informazioni sulle cosiddette dosi booster. Ma a cosa serve davvero la terza dose?

A cosa serve la terza dose del vaccino Covid

La circolare, firmata dal direttore generale della Prevenzione, Giovanni Rezza, spiega anche più nel dettaglio quale sia l’utilità di questa nuova dose, che può essere ‘addizionale‘ (da somministrare dopo almeno 28 giorni dall’ultima dose), o ‘booster‘ (da somministrare dopo almeno 6 mesi dall’ultima dose).

Vaccino iniezione braccio donna
Vaccino iniezione braccio donna

A dare una spiegazione più precisa sull’utilità della terza dose sono i dati scientifici presentati dalla Pfizer all’agenzia del farmaco americano per ottenere il via libera al richiamo. Stando a quanto riferito, la terza dose, effettuata sei mesi dopo la seconda, ripristina la protezione al 95%, come dimostrato in Israele. Per quanto riguarda gli effetti collaterali, non sono differenti rispetto a quelli riscontrati con le altre dosi. Si parla quindi di affaticamento, mal di testa, dolori muscolari e così via.

Chi deve fare la terza dose in Italia

Il calendario non è ancora definito perfettamente, ma sono già stati presentati i piani per quanto riguarda le categorie più a rischio. Nel nostro paese la dose addizionale partirà dai trapiantati, dai pazienti oncologici, da chi soffre di immunodeficienze primitive, dai pazienti con pregressa splenectomia. Da novembre si passerà agli Over 80, agli ospiti delle Rsa e agli operatori sanitari.

Un’altra dose di vaccino Covid dopo la terza?

Mentre si pianifica il programma per garantire la terza dose a tutta la popolazione, c’è già chi si chiede se serviranno ulteriori dosi in futuro. La risposta è probabilmente sì. Spiega l’immunologo Sergio Abrignani: “La terza dose costituirà una risposta decisiva alla pandemia, ma ciò non significa che non si faranno più richiami: anche per altri virus dopo alcuni anni è necessario fare una nuova somministrazione“.

E per spegnere le polemiche sulla necessità di una terza dose, l’esperto spiega che l’iter è quello classico per ogni vaccino. Tutti sono infatti iniettati in tre differenti dosi, da quello contro la difterite a quello contro la poliomielite: “Gli unici vaccini che non hanno bisogno di tre dosi sono quelli a base di virus vivi attenuati, come i vecchi vaccini per il vaiolo o quelli che usiamo oggi per parotite, morbillo e rosolia“.

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ultimo aggiornamento: 21-09-2021


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