Proviamo a capire meglio che cos’è la tassa di successione: come funziona questa imposta e chi deve pagarla.

Che cos’è la tassa di successione? Proviamo a spiegare meglio in che cosa consiste quella che è un’ imposta europea. Nel nostro paese l’imposta sulle successioni e donazioni è stata abolita nel 2001 dal Governo di Silvio Berlusconi, salvo poi essere reinserita dal successivo governo guidato da Romano Prodi. In sostanza quando si eredita un bene, vanno lo stesso pagate le imposte sul valore del bene stesso ma con percentuali differenti e a seconda del grado di parentela con la persona che è defunta.

Tassa di successione: che cos’è?

In Italia l’imposta sulle successioni e donazioni si deve in occasione del trasferimento della proprietà o di altri diritti e nel momento in cui un soggetto eredita un un bene come può essere: nel caso della successione, in seguito alla morte del titolare quindi successione legittima o ad un testamento detto quindi successione testamentaria.

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Nel caso della donazione invece, il trasferimento del bene avviene per l’accordo con cui il titolare dei beni dispone di un suo diritto a vantaggio di altri. I beni che possono essere oggetto di successione o donazione possono essere: i beni immobili, le obbligazioni, i crediti, il denaro e gli altri beni mobili. Sono esenti da imposta i veicoli iscritti nel Pubblico Registro Automobilistico.

Tassa di successione: aliquote

Come abbiamo già specificato, l‘importo della tassa di successione varia e queste sono le aliquote che vanno applicate come pubblica il sito ufficiale dell‘Agenzia delle entrate:

4%, per i trasferimenti effettuati in favore del coniuge o di parenti in linea retta (ascendenti e discendenti) da applicare sul valore complessivo netto, eccedente per ciascun beneficiario, la quota di 1 milione di euro;
-6%, per i trasferimenti in favore di fratelli o sorelle da applicare sul valore complessivo netto, eccedente per ciascun beneficiario, 100.000 euro;
6%, per i trasferimenti in favore di altri parenti fino al quarto grado, degli affini in linea collaterale fino al terzo grado, da applicare sul valore complessivo netto trasferito, senza applicazione di alcuna franchigia;
8%, per i trasferimenti in favore di tutti gli altri soggetti da applicare sul valore complessivo netto trasferito, senza applicazione di alcuna franchigia.


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