Sintomi dell’anisakidosi

Come riconoscere l’infezione da anisakis e come curarla

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Da anni spopola in Occidente la moda della cucina giapponese, famosa soprattutto per il sushi e il sashimi. Proprio come il carpaccio della cucina nostrana, questi piatti sono a base di pesce crudo e perciò comportano qualche rischio. Se il pesce crudo non viene propriamente trattato, infatti, può contenere nello stomaco i cosiddetti vermi anisakis. Ingerirli comporta l’insorgenza dell’anisakidosi, patologia dagli effetti fastidiosi. Scopriamo quali sono i sintomi dell’anisakidosi e come tutelarsi per evitarli o curarli.

Che cosa sono l’anisakis e l’anisakidosi

L’anisakis è un parassita che vive nello stomaco di varie creature marine, traendone nutrimento. Solitamente migra dai pesci ai cetacei a causa della catena alimentare, e l’uomo può esserne una vittima accidentale se mangia pesce crudo infetto. La cottura, al contrario, uccide uova, larve e vermi anisakis. L’anisakidosi o anisakiasi è l’infezione che ne deriva, causata con più probabilità da: acciughe, aringhe, lampuga, sardine, pesce sciabola, sgombro, tonno, pesce spada, ricciola, merluzzo, branzino, pesce san pietro, nasello, triglia, rana pescatrice, scorfano, calamaro e salmone marino. I pesci di fiume invece non sono pericolosi, perché l’anisakis si sviluppa in acqua salata.

Sintomi dell’anisakidosi e rimedi

Una volta ingerito, l’anisakis penetra nell’apparato gastrointestinale e mette in crisi il sistema immunitario. A seconda della regione anatomica colpita, causa 5 tipi di infezione:

  1. Luminale (tratto esofageo): prurito, solletico, bruciore alla gola
  2. Gastrica (stomaco): dolori addominali, nausea, vomito
  3. Intestinale: coliche, nausea, vomito
  4. Intraperitoneale (fegato, cistifellea e mesenterio): dolori addominali, diarrea e stitichezza alternate, sangue nelle feci
  5. Allergica (in soggetti allergici): rash cutaneo, orticaria, rigonfiamenti, lacrimazione agli occhi, rinite, asma, anafilassi

La terapia farmacologica contro l’anisakidosi è a base di albendazolo, che dovrebbe combattere l’infestazione ma non sempre funziona. Altrimenti, basta curare i sintomi con farmaci cortisonici in attesa che i parassiti muoiano e l’infezione passi. Solo in casi gravi si dovrà ricorrere a intervento chirurgico.