La sindrome di Asperger nei bambini rientra tra i disturbi che affliggono la sfera sociale e il comportamento, vediamo di cosa si tratta.

La sindrome di Asperger nei bambini può essere diagnostica intorno all’età dei 5 anni, mentre le diagnosi effettuate precocemente risultano spesso poco affidabili. La diagnosi, invece, diventa ancora più accurata quando viene effettuata in età adulta. Alcune manifestazioni di questo disturbo lo accomunano ai sintomi tipici dell’autismo, infatti, in entrambi i casi sono coinvolti ambiti simili. Il disturbo, infatti, affligge la capacità di relazionarsi con gli altri, ma anche la tendenza ad assumere comportamenti estremamente ripetitivi. Tuttavia ci sono sostanziali differenze tra le varie forme di autismo e questa sindrome, vediamo perché.

Sindrome di Asperger: cos’è

Il nome di questa sindrome deriva dal medico Hans Asperger, che per primo identificò una serie di comportamenti specifici in un gruppo di bambini. Inizialmente questo disturbo fu classificato all’interno del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM) come parte dei cosiddetti Disturbi Pervasivi dello Sviluppo.

bambino parla psicologo
bambino parla psicologo

In questa categoria rientravano tutte quelle situazioni in cui alcune aree dello sviluppo erano compromesse. In particolare quelle relative alla socializzazione e la comunicazione, ma anche la tendenza ad assumere comportamenti e interessi ripetuti e focalizzati verso campi ristretti. Successivamente la sindrome di Asperger è stata riclassificata con la pubblicazione della nuova edizione del manuale, il DSM-5 del 2013. Da allora, infatti, questo disturbo rientra nella categoria dei disturbi dello spettro autistico.

Sindrome di Asperger: i sintomi nei bambini

Rispetto ad altre forme di autismo, come i quadri autistici definiti a basso funzionamento, la sindrome di Asperger nel bambino si manifesta in modo differente. Per questo motivo, in molti casi viene accostata alle forme di autismo definite ad alto funzionamento. Questo accade perché in entrambi i casi non si presentano carenze nello sviluppo del linguaggio, ma soprattutto non si ha una riduzione delle capacità cognitive.

Bambino dalla psicologa
Bambino dalla psicologa

A caratterizzare questa sindrome, invece, ci possono essere disturbi legati alla difficoltà di comprendere le espressioni e le emozioni altrui. Ad esempio c’è una certa tendenza a interpretare in senso letterale le frasi e a non riuscire a cogliere il vero significato di alcune espressioni. Spesso, soprattutto nel caso dei bimbi, c’è la tendenza a svolgere determinati gesti in modo ripetitivo, ad adottare delle abitudini precise e a nutrire interessi specifici. Molte volte accade, infatti, che persone con questa sindrome tendano a rivolgere completamente la loro attenzione e il loro tempo verso un singolo interesse, e questo diventa anche oggetto della maggior parte delle loro conversazioni.

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