Dopo il “no alle gare” Simone Biles ritrova l’equilibrio e sbalordisce tutti con uno spettacolare bronzo alla trave. Si tratta della sua settima vittoria olimpica. Riuscirà la medaglia a scacciare i “demoni nella testa” della campionessa?

Sorride sul podio di Tokyo 2020 Simone Biles e stringe tra le mani una medaglia di bronzo. Il lampo nei suoi occhi cancella lo sguardo spento di pochi giorni fa, lo stress ai massimi livelli che l’aveva spinta a confessare: “Sento di avere il peso del mondo sulle spalle.” Oggi è un volto nuovo quello che sorride e dice: “Non pensavo di vincere una medaglia: ho gareggiato solo per me stessa, e questa gara vale tutto il mondo”.

Anche il suo bronzo vale tutto l’oro del mondo perché ha il sapore della resilienza, del riscatto, della rivincita sui propri demoni interiori e le proprie paure. Anche Tokyo 2020 le rende omaggio su Instagram con un messaggio esemplare: “Your smile is all matters”, letteralmente “Il tuo sorriso è tutto quello che conta.”

La lezione di Simone Biles è stata tra le più preziose di questi Giochi Olimpici, quella che non ci dimenticheremo. Una storia di umanità e rinascita personale e sportiva: perché lo sport insegna ad andare oltre i propri limiti, mentali e fisici, e Simone Biles ce l’ha dimostrato.

Terza alle spalle delle cinesi Chenchen Guan e Xijing Tang, Biles conquista un bronzo proprio come a Rio 2016. Con disappunto c’è chi commenta che, cinque anni dopo, avrebbe potuto fare di meglio. Chi vuole sminuire il valore di questo bronzo non capisce che Simone Biles è già la Regina incontrastata di queste Olimpiadi, e che la sua storia la racconteremo per molti anni ancora.

La ragazzina che confessa le proprie paure, ammette di avere i “demoni nella testa” e si dichiara a un passo dalla sconfitta: si ritira dalle gare, sembra rinunciare ai sogni perché le fragilità hanno la meglio. Poi, quella stessa ragazzina, si rimette in piedi e sale sulla trave con un sorriso carico di determinazione. Sceglie di mettere se stessa davanti a tutto – sfida le proprie paure, i giramenti di testa – e vince un bronzo. Se non è un lieto fine questo.

A Tokyo 2020 Simone Biles ha lanciato un messaggio umano, che è il messaggio più importante, ci ha mostrato il vero volto dei campioni e che “Nessuna medaglia al mondo vale più della salute.” Il suo sorriso, però, vale tutto. A ben vedere Simone Biles ci ha dato molto più di un oro, ci ha mostrato la sua rinascita: che è possibile cadere e rialzarsi scoprendo una forza nuova, che prima non c’era. È stata grande Simone, è stata immensa: più forte dei suoi demoni.


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