Le sfilate di moda virtuali si sono trasformate in fashion film, rivoluzionando i fashion show della passerella. Il linguaggio della moda è cambiato, più attento anche al digitale, e non esclude di combinare le due formule.

La pandemia ha costretto anche la moda a rivedere il suo linguaggio, e soprattutto il suo modo di comunicare che ha visto da sempre nelle sfilate di moda la sua massima espressione. Con l’impossibilità di organizzare eventi però, i brand si sono dovuti interrogare su come andare avanti, come stare al passo con le fashion week che hanno optato per la formula phygital, eventi che si sono tenuti in formula per metà live e per metà in digitale.

C’è chi ha colto quest’occasione per arrivare ad un pubblico sempre più ampio, come Elisabetta Franchi e Giorgio Armani con le loro sfilate in tv lo scorso anno, e chi invece ha scelto di puntare sui fashion film come Dior, Chanel,Yves Saint Laurent, per raccontare cinematograficamente l’essenza di una collezione, condividendoli sui social.

Le sfilate di moda virtuali oltre lo streaming: dalla diretta di Gucci al fashion film di Dior

L’ostacolo più grande per i brand è stato sicuramente quello di fare i conti con la grande differenza che vi è tra vivere un fashion show e filmarlo, rischiando di perdere anche l’attenzione del pubblico. Ecco perché la scelta di Gucci, nello scorso anno, di presentare su Instagram attraverso storie e dirette il backstage di una sfilata che in realtà era un dietro le quinte di una campagna pubblicitaria , è stata una mossa decisamente innovativa.

Perché non potendo vivere l’emozione di una sfilata vera e propria, ad Alessandro Michele parve intuitivo e accattivante presentare qualcosa di inaspettato, diverso, con alcune anticipazioni regalate al pubblico social giorno dopo giorno, per rendere parte di un rito anche chi quel momento non lo conosce. Anche questa, come la scelta di andare in tv è una forma di comunicazione pop.

Ad essersi rivelati vincenti e particolarmente apprezzati dagli stilisti, perché capaci di esprimere attraverso una storia e foto scenografiche l’essenza di una collezione, sono stati i fashion film: video che mostrano capi e accessori indossati da modelle che diventano attrici e che raccontano una storia, come nello short film che Matteo Garrone ha firmato per Dior.

Fashion film 2021: Chanel, Mugler, Versace, short video per una fashion immerive experience

Se con lo scoppiare della pandemia trovare una soluzione immediata per prendere parte alle fashion week era una necessità inaugurata proprio dal fashion film di Saint Laurent, dall’inizio del 2021 il fashion film è andato ben oltre la presentazione di una collezione, al punto che si è preferito non puntare più sullo streaming della passerella, ma confezionare un video che racchiuda l’essenza della collezione regalando un’esperienza fashion immersiva.

Un esempio prorompente è il fashion film di Mugler, che ha presentato la sua collezione primavera/estate 2021 trasformando le modelle in atletiche ballerine, amazzoni guerriere, interpreti di una collezione audace che fa del look cut out la sua cifra principale. Una collezione così dinamica, aveva bisogno quindi di puntare su un fashion film che giocasse su un montaggio particolare, che ci presenta la sfilata in modalità reverse.

Versace invece ha colto la tendenza per presentare fuori fashion week la collezione invernale 2021, in un fashion film dalle inquadrature labirintiche che compongono scena dopo scena il monogram rinnovato: un escamotage per presentare questa variazione stilistica della maison, puntando su uno scenario astratto. Chanel invece anticipa con la sua Cruise 2021 quello che forse diventerà il futuro: una preview che inizia con un fashion film, e apre le danze del fashion show, che resta sempre e comunque un rituale irripetibile.


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