Con l’approssimarsi del momento del parto può verificarsi la rottura delle acque, vediamo come avviene e da quali sintomi è accompagnata.

La rottura delle acque avviene perlopiù quando la gravidanza è giunta al termine ed è, infatti, uno dei sintomi che caratterizza l’inizio del travaglio. Il termine usato per indicare questa situazione è “rompere le acque”, ma in realtà a rompersi sono le membrane che circondano il feto.

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In questa circostanza, infatti, a rompersi è il sacco amniotico e con la rottura si ha la fuoriuscita del liquido amniotico. Il nome deriva, quindi, proprio dalla perdita di questo liquido, ma in realtà non sempre avviene allo stesso modo. Non in tutti i casi, infatti, si assiste a perdite copiose e ci sono gravidanze in cui si può avere la rottura delle acque senza accorgersene.

Rottura delle acque: i sintomi

Visto che le perdite non sono sempre della stessa entità, la domanda che sorge spontanea è “come riconoscere la rottura delle acque?” La quantità delle perdite può cambiare e a volte la fuoriuscita non avviene in modo continuo, per questo motivo si deve prestare attenzione anche ad altri segnali. Innanzitutto questo genere di perdite si riconosce perché il liquido non ha colore, non ha odore e, inoltre, tende ad essere caldo.

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Per questo motivo, quando si presentano perdite di questo tipo o nel caso di dubbi, bisogna sempre rivolgersi al proprio medico. Oltre a questo spesso insieme alle perdite ci sono anche altri sintomi concomitanti che segnalano l’arrivo del travaglio. Tra tutti il sintomo maggiormente evidente può essere dato proprio dall’arrivo delle contrazioni. Questo però non accade sempre, perché in alcuni casi si può avere la rottura delle acque senza contrazioni.

Quando si rompono le acque

La rottura del sacco amniotico può avvenire sia durante il travaglio che prima del suo inizio. Quando la rottura avviene prima dell’avvio del travaglio è molto probabile che avvenga nel periodo per cui è previsto il termine della gravidanza.

Travaglio
Travaglio

Se però, l’evento si verifica ancor prima della 37esima settimana si parla di rottura prima del termine. In questi casi è possibile dover indurre il parto per evitare complicazioni e scongiurare eventuali rischi. Quando le acque si rompono, infatti, viene meno la barriera che protegge il feto, che diventa quindi più esposto ai rischi, ad esempio a possibili infezioni.

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