Rivelazione della Faithfull: il suo compagno ha ucciso Jim Morrison

Marianne Faithfull è stata legata sentimentalmente a diverse rockstar, la più famosa delle quali è Mick Jagger, ma tra i suoi amanti c’è stato anche colui che ha “ucciso” Jim Morrison.

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Sarebbe stato Jean de Breteuil, spacciatore “ufficiale” dei cantanti, che avrebbe “accidentalmente” portato alla morte il cantante dei Doors Jim Morrison vendendogli la dose fatale.

La Faithfull, in un’intervista al mensile musicale inglese Mojo, ha raccontato con nonchalance al giornalista di essersi recata a Parigi in compagnia di de Breteuil ma di aver preferito rimanere in hotel quando il compagno le disse che avrebbe dovuto fare “la consegna” presso l’appartamento in cui viveva Morrison.

Era il 3 luglio 1971, il giorno in cui il frontman dei Doors, Jim Morrison perse la vita.

“Ho sentito, d’istinto, che qualcosa sarebbe andato male”, ha raccontato, “così mi dissi, ‘mi imbottirò di barbiturici e non andrò con lui’. Rimasi in hotel e mi assopii. Sono certa che si trattò di un incidente. Sicuramente lo fu. Povero disgraziato. La dose era eccessiva? Sì e lui morì. E io non ne sapevo nulla. In ogni caso, tutti coloro che hanno avuto a che fare con la morte di quel povero ragazzo adesso non ci sono più. Morti. Tutti tranne me”.

La morte di Jim Morrison è tuttora avvolta nel mistero. I referti medici ufficiali parlano di arresto cardiaco avvenuto nell’abitazione del cantante, ma non fu mai eseguita alcuna autopsia. Jim Morrison è sepolto nel celebre “cimitero degli artisti” nella capitale francese, in un piccolo lotto situato alla confluenza dei settori 5, 6, 14 e 16, divenuto negli anni un vero e proprio “santuario” meta di turisto provenienti da tutto il mondo.

Alcuni sostengono che Jim Morrison sia ancora vivo e che abbia inscenato la sua morte per sottrarsi alla pressione della popolarità e dedicarsi alla poesia. Pare infatti che, all’inizio del 1967, Jim Morrison propose di inscenare la sua morte per portare il gruppo all’attenzione del paese. Fece anche la proposta di utilizzare il nome “Mr Mojo Risin” per contattare l’ufficio una volta che si fosse nascosto in Africa.

Emanuela Bertolone.