Rio 2096, un viaggio tra le epoche in stile animato

Nelle sale italiane spopola Rio 2096, un film animato di grande impatto in cui il regista Luiz Bolognesi viaggia tra le epoche della storia del Brasile.

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Il cinema d’animazione si conferma protagonista nelle sale italiane. Dopo la riedizione de La città incantata di Hayao Miyazaki, ecco Rio 2096 del regista Luiz Bolognesi. Ad agosto, poi, sarà la volta di Dragon Trainer. Un genere in crescita, dunque. Scoperto – o meglio, riscoperto – con grande interesse dagli spettatori italiani, a lungo costretti ad un forzato digiuno da pellicole animate.

Rio 2096 racconta la storia di un indio Tupinamba che viene scelto dagli dei per viaggiare tra le epoche e salvare il mondo dalla malvagità. A guidarlo nel viaggio la bella Janaìna, la donna della sua vita, con cui ha instaurato un legame profondissimo. Il viavai tra le epoche consente a Luiz Bolognesi di effettuare un viaggio nel Brasile di ieri, di oggi e di domani.

Quattro i periodi storici attraversati nel corso del film. Il primo è relativo al massacro degli indios per mano dei primi conquistatori portoghesi, all’inizio del 1500. Il secondo ripercorre la schiavitù ancora in corso nel 1800, il terzo la dittatura degli anni 70 del secolo scorso. Quarta e ultima tappa, la visione futuribile del Brasile del 2096, appunto, in cui una Rio de Janeiro noir e in decadimento fisico, oltre che morale, si ritrova dilaniata da una guerra sanguinosa che mette in palio l’ultima ricchezza rimasta a disposizione degli umani: l’acqua.

È una visione alquanto pessimistica quella della capitale carioca del futuro. Di grande impatto iconografico l’immagine della copertina stessa del film, in cui la statua del Cristo Redentore che domina la città è raffigurata priva di un braccio, il sinistro, a causa dell’incuria e del disinteresse per la religione da parte degli uomini.

Un’opera originale, coraggiosa, ben strutturata, pensata e realizzata, tesa a dimostrare come i cambiamenti tra un’epoca e un’altra siano solo apparenti.  In fondo lo aveva teorizzato il grande filosofo Giambattista Vico con i suoi “corsi e ricorsi storici”, ma Luiz Bolognesi riesce a riproporre il concetto con una buona capacità attrattiva. La trama non è sempre scorrevole, così come la resa visiva, ma nel complesso ‘Rio 2096’ sa tenere incollati allo schermo gli spettatori – adulti, più che bambini – fino alla fine.

Guarda cosa accadde oggi.

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