Quanto guadagna un magistrato?

Gli stipendi d’oro delle toghe

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Quanto guadagna un magistrato? I magistrati sono i dipendenti pubblici più pagati d’Italia e sono periodicamente messi all’indice.

Come si diventa magistrato?

Aspirare alla carriera di magistrato significa essere pronti ad un corso di studi veramente impegnativo. Innanzitutto è necessario conseguire una Laurea in Giurisprudenza della durata di 4 anni alla fine della quale si dovrà scegliere una specializzazione in magistratura.
Al fine di diventare Magistrato Ordinario è necessario superare il concorso pubblico per esami indetto periodicamente dal Ministero della Giustizia Italiana.

I requisiti per accedere al concorso alla magistratura sono elencati sul sito del Ministero della Giustizia.
L’esame consta di due parti: la prova scritta consiste nello svolgimento di elaborati teorici in materia di diritto civile, penale e amministrativo; la prova orale affronta invece argomenti vari in merito a diritto romano, procedura civile e penale, diritto penale, amministrativo, costituzionale, tributario, diritto internazionale pubblico e privato eccetera. Fondamentale è la conoscenza di una lingua straniera (che viene comunicata al momento in cui si fa richiesta di partecipazione al concorso) tra inglese, francese, spagnolo, tedesco.

Quanto guadagna un magistrato?

Un magistrato ordinario appena nominato percepisce uno stipendio di quasi 3000 Euro mensili. Tale compenso dopo 3 anni passa a circa 4.000 Euro mensili. Da questo momento in poi lo stipendio subirà ogni anno e mezzo circa uno scatto di anzianità, arrivando a toccare i 4.680 Euro mensili senza contare le indennità.
Un Magistrato di Cassazione parte invece da un minimo di circa 8.000 Euro mensili che grazie agli scatti di anzianità arrivano, nel pieno della carriera, a oltre 10.000 euro al mese.
Sul finire del 2015 si calcolava che i magistrati godono di una retribuzione annuale media di 142.653 Euro. Nel 2013 gli stipendi complessivi dei giudici aumentò dello 0.3% rispetto al 2012, mentre i dipendenti pubblici del Ministero dell’Istruzione (i dipendenti pubblici meno pagati d’Italia) videro il proprio stipendio decurtato dello 0.3%.