Quanto guadagna un avvocato?

La difficile vita di un giovane dottore in legge

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Quanto guadagna un avvocato? Meno di qualche anno fa, il problema principale è la concorrenza (a volte sleale).

La vita attuale di un avvocato in Italia

L’Italia è uno dei paesi con più avvocati al mondo. Nella sola Capitale ad esempio operano più avvocati che in tutta la Francia. Questo dato è indicativo dell’enorme concorrenza che si troverà ad affrontare coloro che scelgono di intraprendere la carriera legale in questo periodo in Italia.
Per arrivare ad esercitare la professione di avvocato occorre seguire un preciso iter: conseguire innanzitutto una Laurea in Scienze Giuridiche (3 anni) o al corso di laurea Magistrale in Giurisprudenza, della durata di 4 anni. Alla fine di questi percorsi è possibile scegliere un ambito di specializzazione tra forense (per diventare avvocato), magistrale (per chi aspira alla carriera di magistrato) o notariato (per chi intende diventare notaio).

Una volta ottenuta la laurea occorre svolgere un periodo di praticantato presso uno studio legale riconosciuto: si tratta di un obiettivo piuttosto difficile da conseguire, poiché gli studi sono letteralmente invasi di richieste da parte di neolaureati, tanto che alcuni avvocati si riservano il diritto di selezionare i candidati tra cui scegliere i propri praticanti.
Durante il praticantato non è detto che si riceva un compenso mensile destinato anche solo alla copertura delle spese.

Quanto guadagna un avvocato?

Dopo aver concluso il praticantato e superato un esame (tanto semplificato negli ultimi anni da essere diventato una mera formalità”), un aspirante avvocato pronuncia il proprio giuramento e può essere iscritto all’Albo, quindi cominciare ad esercitare la professione.
E’ estremamente complesso calcolare anche approssimativamente quanto può arrivare a guadagnare un avvocato in Italia nel 2017 a causa di molte variabili di cui si deve tenere in considerazione.
Innanzitutto, un avvocato penalista guadagna più di un civilista, un avvocato titolare o socio di uno studio guadagna molto di più di un avvocato dipendente o alle prime armi. Quest’ultimo guadagna in media 2000 euro al mese e talvolta fatica anche a raggiungere questa cifra. Un titolare di studio o comunque un avvocato che esercita la professione da molti anni: il numero di clienti e i compensi che un professionista esperto è in diritto di chiedere infatti fanno levitare sensibilmente gli introiti, ma è comunque impossibile fornire una cifra indicativa.
A causa della concorrenza spietata in cui i dibattono gli avvocati principianti, molti applicano tariffe a conseguimento di obiettivo: si offrono cioè di percepire il proprio onorario soltanto se verrà raggiunto l’obiettivo che si è preposto il cliente per il quale stanno lavorando.