Da macellaio locale a personaggio virale: ecco chi è Lorenzo Chini, discendente di una rinomata famiglia di macellai di Gaiole in Chianti.
Lorenzo Chini è un macellaio toscano di Gaiole in Chianti, provincia di Siena, titolare della storica Macelleria Chini (attiva dal 1682), che con lui è arrivata all’ottava generazione di famiglia. Il macellaio ha conquistato i social, dopo aver dato una risposta spontanea ed alquanto ironica ad un’intervista televisiva. Conosciamolo meglio.
Lorenzo Chini: biografia, eredità familiare e carriera
Non si conoscono molti dettagli personali sul macellaio toscano di Gaiole in Chianti (Siena), ma è risaputo che Lorenzo Chini ha portato avanti l’ottava generazione di una famiglia di macellai, attiva dal 1682. La Macelleria Chini (Via Roma 2, Gaiole) è un’istituzione del Chianti, documentata fin dal 1751 con pagamenti di tasse come “macellaio”. Lo stemma di famiglia del 1682 raffigura già una testa di suino.
La famiglia Chini – che ha radici antiche tra Barbischio, i boschi di Mello e Gaiole – è stata tra le prime a praticare l’allevamento di maiali allo stato semibrado. Negli anni ’90 la tradizione rischiava di perdersi, ma Lorenzo, insieme al padre Vincenzo, ha recuperato e rilanciato l’attività.
Nel 1996 Lorenzo si è infatti mobilitato per favorire il ripristino dell’allevamento della Cinta Senese, razza autoctona toscana quasi scomparsa, considerata troppo grassa. I Chini sono stati pionieri nella produzione di prosciutto crudo in purezza di Cinta Senese e hanno collaborato con figure come Paolo Parisi. Lorenzo ha contribuito alla nascita del Consorzio di Tutela della Cinta Senese.
Il macellaio toscano è un esperto di carni e salumi: specializzato in Cinta Senese allevata allo stato brado, Chianina, salumi tradizionali (soppressata, buristo, finocchiona, capocollo, arista stagionata, prosciutti). Lorenzo da sempre enfatizza il rispetto totale dell’animale dal allevamento alla macellazione.
La sua autorità in materia, lo ha portato anche a tenere lezioni per sommelier AIS (abbinamenti vino-cibo, corso avanzato), al Politecnico di Milano ed all’Università IULM con Davide Rampello.
La sua identità forte, lo ha fatto emergere come personaggio televisivo, come documentano le sue partecipazioni a: “Striscia la Notizia”, “Ciao Darwin”, programmi locali e documentari. In più, nel 2018 ha aperto le porte della macelleria alle riprese della serie “Salt Fat Acid Heat” (episodio “Fat/Grasso” con Samin Nosrat), che ha contribuito alla sua fama internazionale.
Il momento virale che lo ha reso famoso sui social
Nel 2019, durante un’intervista TV informale, realizzata di domenica, nel suo giorno di riposo, un giornalista gli ha chiesto: “Perché questa carne costa così tanto?”. Lorenzo senza pensarci troppo, e con ironia ha ribattuto: “Ma io che ca**o ne so?”, un’uscita spontanea ed inattesa, che è diventata un meme, generando video virali, magliette, gadget e persino voci per navigatori.
Lorenzo non ha mai monetizzato direttamente il meme, usandolo invece per beneficenza (es. aste di “mascherine di salame” durante il Covid).
Nel 2024, ha aperto accanto alla macelleria l’Osteria Carnivora (marchio registrato), un locale rustico e informale dedicato alla carne. L’osteria è considerata l’evoluzione naturale della macelleria, per garantirne la sostenibilità.
Si tratta di un locale dall’ambiente semplice (bicchieri da contadini, niente coperto, pagamento in macelleria) e con un menu basato su ricette di famiglia: tagli di carne alla brace, salumi, primi tradizionali – pappardelle al cinghiale o cervo, lasagne di Chianina – invenzioni come Totani del Massellone (trippa fritta) ed Ostrica del Chianti.
Lorenzo, nonostante la notorietà ottenuta, ha continuato a lavorare in macelleria (sveglia alle 5 del mattino), occupandosi al contempo della gestione della sua osteria a cui ha dedicato diverse sperimentazioni. La Macelleria Chini e l’Osteria Carnivora si trovano a Gaiole in Chianti, una meta imperdibile per gli amanti della carne autentica.
Cosa si sa sulla vita privata di Lorenzo Chini
Non parla molto della sua vita privata sui social o nelle interviste: è abbastanza riservato su questo aspetto, ma risulta sposato e ci sono riferimenti alla moglie in recensioni e racconti legati all’attività (ad esempio, ospiti che menzionano “Lorenzo e la moglie”).
Dove vive?
Lorenzo Chini vive a Gaiole in Chianti, dove ha la storica macelleria e l’Osteria Carnivora. Le sue radici familiari sono proprio lì: la famiglia è originaria della zona tra Gaiole, Barbischio (a pochi km) ed i boschi circostanti. Lavora e vive nello stesso paese da sempre.
Curiosità su Lorenzo Chini
– È noto per il carattere schietto, sarcastico e toscano doc, la passione per la tradizione e la capacità di adattarla ai tempi moderni senza snaturarla.
– La sua visibilità social, esplosa nel 2019, ha preso piede con la condivisione della sua risposta schietta ed ironica: un video trasformatosi subito in meme su Facebook, YouTube ed altri social, diventando un tormentone toscano ironico e molto condiviso. Si è assistito alla nascita di: meme, magliette, video editati e persino una voce per navigatore GPS (Waze) con la sua frase.
– Già prima dell’episodio che lo ha reso virale sui social, il macellaio toscano si è fatto notare sui social prima per la mascherina di salame, durante i primi tempi della pandemia.
– Molto attivo su Instagram, qui condivide contenuti che riflettono la sua attività quotidiana, il suo carattere schietto e la promozione della macelleria e della sua osteria. Il feed mescola tradizione, cibo, ironia e vita reale di un macellaio-artigiano diventato famoso suo malgrado. È uno dei modi principali con cui Lorenzo tiene viva la fama virale, trasformandola in visibilità per la sua professione.
– La pagina Instagram della sua osteria è usata come vetrina ufficiale per la promozione della carne della Macelleria Chini e per pubblicizzare i piatti della cucina: grigliate di carne, tagliate, salumi di Cinta Senese, pappardelle al cinghiale, trippa fritta.
– Il macellaio toscano si è battuto per la difesa della tradizione, della qualità e della biodiversità nel mondo della carne e della salumeria toscana. In particolare, si è impegnato per favorire il ripristino e la tutela della Cinta Senese, razza suina autoctona toscana.
– Inoltre, Lorenzo ha sempre promosso il territorio e la filiera corta, dimostrando una certa resistenza nei confronti della modernizzazione eccessiva, puntando poi sulla valorizzazione di tagli, salumi e ricette antiche.