Una donna che lavora e che rimane incinta, è tutelata sotto molti aspetti per tutto il periodo della gravidanza, e anche nei primi mesi di vita di suo figlio. I contratti italiani e l’INPS prevedono infatti un periodo di sospensione dal lavoro, retribuita, che si chiama “maternità”.

La maternità, che in modo più corretto si definisce congedo di maternità, comprende un periodo di cinque mesi, durante i quali una donna incinta può continuare a percepire parte del suo stipendio, in genere l’80%. Vi sono però contratti collettivi del lavoro, specie quelli del comparto pubblico, che possono prevedere anche il 100% del salario.

I cinque mesi possono essere gestiti dall’interessata in questo modo: si possono godere di due mesi di sospensione dal lavoro prima del parto, e di tre dopo; o viceversa, se la gravidanza non presenta particolari complicazioni, di un mese prima e quattro dopo.

In seguito si può fruire anche del cosiddetto congedo parentale facoltativo, dove però la retribuzione è inferiore.

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Ultimo aggiornamento: 18-09-2014


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